Ad ogni sport il suo allenamento mentale

Ho deciso di scrivere questo post quando, navigando tra i siti di qualche collega, ho letto che molti mental coach pensano che l’allenamento mentale è lo stesso per tutti gli atleti e alcune tecniche servono a tutti indifferentemente dallo sport.

Io non penso che sia così, o almeno sono abituato a lavorare in maniera molto diversa. Quando vengo contattato da un’atleta di uno sport nuovo (del quale non ho mai seguito nessuno) mi studio tutte le peculiarità dello sport in questione, sia teoricamente, sia attraverso i racconti dell’atleta, che praticamente.  Gli sport sono molto diversi tra loro, non solo per il gesto tecnico, ma anche per la gestione delle emozioni e delle convinzioni, e ovviamente anche l’allenamento mentale deve essere specifico.

Un tennista deve sviluppare delle capacità mentali molto diverse da un centometrista o di un cestista. Il tennista concentra il suo sforzo in piccoli e intensi scatti e colpi intervallati da periodi di riposo brevi ( tra uno scambio e l’altro ) o più lunghi ( al cambio di campo ). Il tennista ha la necessità di imparare ad staccare dopo ogni punto perso e ad riprogrammarsi per essere pronto al punto successivo. Inoltre, deve essere pronto a giocare anche per oltre 3-4 ore mantenendo al meglio la propria concentrazione e lucidità. Infine nel tennis si vince solo al raggiungimento del punteggio finale. Non è possibile come in altri sport di fare “melina” o perdere tempo o chiudersi in difesa. Quindi deve essere sempre concentrato al meglio.

Il centometrista, invece, deve essere molto bravo nella gestione della tensione pre-gara. Da studi fatti, i velocisti, riescono a correre molto più velocemente quando i loro muscoli molto ben riscaldati ma rilassati. Usain Bolt, ad esempio, ha rivoluzionato il modo di affrontare il pre-gara. Il suo atteggiamento di gioco, burle e spettacolo, lo aiuta a scaricare la tensione e rendere il proprio corpo più rilassato per raggiungere la sua peak performance. Non a caso molti altri atleti stanno utilizzando strategie simili. Ovviamente questa strategia non è adatta a tutti i velocisti, ogni atleta è diverso anche caratterialmente, ad alcuni questo comportamento potrebbe farlo deconcentrare.

Un tiratore di precisione, come un atleta del tiro con l’arco, carabina o tiro a volo, deve assolutamente imparare a gestire il proprio stato emozionale, partendo dai battiti cardiaci che devono restare, per l’intera gara, il più regolari possibili. L’atleta in questione se vuole vincere ad altissimi livelli deve tendere alla perfezione. Il mental coaching  è fondamentale. In questo caso la capacità di spegnere tutto quello che c’è intorno e concentrarsi, in maniera quasi ipnotica solo sul presente, permette di raggiungere risultati straordinari.
Un caso eccezionale è quello del coreano Im Dong-Hyun, che è praticamente cieco ( occhio dx 20/100 e occhio sx 20/200 ). Non vede le lettere al computer, non può guidare, ma riesce a distinguere i colori. L’anno scorso ha messo il nuovo record individuale alle olimpiadi di Londra con un sorprendente 696/720. In un’intervista gli hanno chiesto come avesse fatto, e lui ha risposto che il suo corpo già sa quello che deve fare, lui si preoccupa solo di mettersi in asse e di dare il giusto comando. Se questa non è eccellenza ditemi voi!

Esistono moltissimi sport e ognuno ha le sue peculiarità. Nei prossimi giorni inizierò una serie di articoli dove tratto, uno per uno, i singoli sport dal punto di vista della preparazione mentale.

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