Allenamento mentale nel volley

allenamento mentale nel volleyOggi, nella categoria dedicata al Mantal coaching sportivo, voglio parlarti dell‘allenamento mentale nel volley.

La pallavolo è uno degli sport che più amo, sia perchè l’ho praticato ai tempi dell’università, sia perchè presenta alcune caratteristiche che adoro negli sport. Ogni azione determina un punto, forti emozioni e la partita non è mai finita fino all’ultimo punto.

Il volley è uno sport dove la preparazione mentale è fondamentale. Il pallavolista deve essere molto preparato emotivamente in ogni momento della gara. Un mental coach può fare davvero la differenza con atleti di questo sport.

Come nel tennis, anche la pallavolo è caratterizzata da continui cambi di livello di tensione. Gli scambi non durano troppo tempo e tra uno scambio e l’altro c’è sempre un picco emotivo ( gioia se è stato segnato un punto o di frustrazione e rabbia se il punto lo ha realizzato l’avversario ), dal quale bisogna uscire velocemente e ripristinare lo stato mentale più adatto per affrontare il prossimo scambio.

Come spesso ripeto un ottimo mental coach può seguire ogni sportivo, e penso anche che un ottimo mental coach deve essere preparato sulle peculiarità dello sport in esame.

In particolare vediamo:

Allenamento mentale nel volley

La pallavolo è caratterizzata da vari momenti, ognuno dei quali presenta opportunità ed insidie, come: la battuta, la ricezione, l’alzata, la schiacciata, la copertura a muro, il muro/difesa,  il contrattacco, il recupero. Una squadra che vince si prepara su ognuno di questi momenti. Spesso però solo atleticamente e tecnico/tatticamente, e non si prepara mentalmente.

Ogni gesto tecnico va affrontato con il miglior atteggiamento possibile, e con le migliori convinzioni possibili. Il gesto della ricezione, ad esempio, va affrontato con serenità, rilassatezza muscolare e grande convinzione di ricevere ogni tipologia di battuta. Invece, la schiacciata va affrontata con forza, determinazione  e la totale convinzione di poter far punto a prescindere dalla bontà dell’alzata e della forza del muro avversario.

A riguardo voglio raccontarti la mia esperienza personale. All’università giocavo come martello/ricevitore. Eccellente ricezione  e difesa, ma in attacco potenzialmente avevo dei limiti importanti, infatti sono alto 180 cm, non saltavo troppo e non ero potente. Insomma potenzialmente avrei dovuto fare pochi punti. Invece, avevo la convinzione che potevo far punto a prescindere dalla bontà dell’alzata e a prescindere della forza del muro avversario. Io mi ripetevo “il muro avversario è mio amico” e sono diventato fortissimo nel colpo del mano-fuori.

Per capire al meglio come strutturare l’allenamento mentale nel volley ti voglio presentare alcune peculiarità di questo sport.

Alcune peculiarità del Volley:

  • Cambi repentini di concentrazione.
  • Capacità nell’essere concentrato e rilassato in ricezione, determinato e potente in attacco, tutto nella stessa azione.
  • Grande lucidità durante gli scambi.
  • Capacità di cambiare l’inerzia della partita.
  • Capacità di gestire al meglio la propria tensione.
  • Sicurezza nei propri “colpi” ( per chi attacca )
  • Capacità di “chiudere” una partita
  • Capacità di vivere il presente anche dopo un punto perso male.

Peculiarità dell’alzatore:

L’alzatore ha un compito determinante nel volley, è il regista della squadra. A differenza dei martelli, dei centrali e degli opposti, raramente può scaricare la tensione attraverso l’attacco. Deve restare straordinariamente sereno e lucido. Tra le sue mani passano quasi tutti i palle. Deve gestire la ridistribuzione dei palloni oltre che per ottenere il massimo ( il punto ) anche per tenere “caldi” tutti gli attaccanti, e riprendere emotivamente un attaccante che ha sbagliato.

Gli alzatori devono imparare a gestire in maniera straordinaria la tensione nervosa e devono restare lucidi sempre, anche quando la partita non sta andando bene.

Spesso gli alzatori dimostrano grande leadership.

Peculiarità del libero

Il libero deve essere particolarmente concentrato e rilassato. La qualità della ricezione dipende sempre da quando un libero riesce a restare tranquillo e con i muscoli pronti e rilassati.

L’autostima e le convinzioni sono il bagaglio più importante per un libero. La sicurezza di poter ricevere e difendere ogni palla permette di ottenere risultati straordinari.

Peculiarità del centrale

Un centrale salta a muro in quasi ogni azione offensiva degli avversari. Un ottimo centrale mette molta pressione sugli attaccanti avversari toccando le schiacciate, nel migliore dei casi murando in altri casi permettendo di rigiocare la palla.

Il centrale deve essere molto bravo a leggere le scelte dell’alzatore avversario e deve essere sempre pronto a riattaccare velocemente.

Mentalmente un centrale può fare la differenza sia per se che per la squadra.

Peculiarità del martello/ricevitore

Generalmente sono i giocatori che toccano, oltre all’alzatore, più palloni. Spesso 2 volte nella stessa azione. Devono essere bravi ad attaccare un numero importante di palloni mantenendo invariata la propria autostima. Devono essere bravissimi ad azzerare i pensieri dopo un punto perso ( a volte per loro responsabilità ) e ritornare tranquilli per ricevere e riconcentrarsi sulla nuova azione.

Spesso nel volley si dice ” siamo zero a zero ” per comunicare di essere concentrato su un punto alla volta.  Vale sempre, ma in questo sport può fare davvero la differenza imparare a vivere il presente, e solo il presente.

Peculiarità dell’opposto.

Il giocatore che ricopre questo ruolo, nella maggioranza dei casi non riceve per essere concentrato solo sull’attacco. Oltre ad attaccare molte palle, spesso è chiamato ad attaccare le palle alzate da giocatori diversi dell’alzatore, quando la squadra è in difficoltà o dopo un recupero.

Siccome attacca spesso a “tutto braccio” e di potenza, è più probabile che possa subire dei muri. Deve essere molto bravo a gestire la propria convinzione di poter far punto con ogni palla. Deve avere l’abilità di mantenere alta e intaccata la propria autostima.

Focus del mental coach:

  • Ancoraggi per agganciare lo stato emotivo più adatto al gesto tecnico da fare. Soprattutto un’ancora mentale prima:
    – della battuta.
    – della ricezione.
    – dell’alzata.
    – della schiacciata.
  • Gestione della tensione.
  • Allenamento mentale per migliorare i colpi specifici della pallavolo
  • Esercizi e strategie per interrompere uno stato emozionale ed entrare in un altro stato potenziante.
  • Saper ripartire da zero dopo un colpo sbagliato, sfortunato o mal giudicato dagli arbitri

Per concludere questo lungo post sull’allenamento mentale nel volley, c’è da dire che un ruolo particolare è quello dell’allenatore. In uno sport con così tanti picchi emotivi, il coach deve essere particolarmente bravo a gestire le emozioni della sua squadra.

Dati numerosi Time-Out nella partita, il coach deve sempre sapere cosa dire e deve saperlo dire nella maniera più produttiva. Un’indicazione detta male può scoraggiare la squadra. Troppe indicazioni possono confondere, nessuna indicazione può spaventare. Gli allenatori dovrebbero studiare le tecniche di comunicazione, perchè nei pochi secondi che hanno durante il time-out possono fare dei danni enormi o dare la marcia in più alla sua squadra.

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1 COMMENTO

  1. Io ho giocato a volley alle elementari e medie come ricevitore dopo sempre beach volley a 3 o 4, però certi automatismi del volley mi sono rimasti, ancora oggi rendo meglio a ricevere e a palleggio.
    Lo trovo uno sport completo e individuale allos tesso tempo dove un giocatore da solo non va da nessuna parte e la squadra se “ingrana” la marcia giusta, è implacabile.
    Vedo però che nei livelli amatoriali i coach tendono a demolire la squadra con dei cambi di ruolo incomprensibili, a non lavorare col singolo per spegargli come migliorare, perchè penso oltre ad avere esperienza del gioco deve osservare per capire dove aggiustare la squadra, per me il compito pricipale è questo durante una gara.
    Chiaro che un’adeguato allenamento ci vuole, altrimenti si arriva al secondo set che hai lòa milza che urla e che non riesci a saltare.

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