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Allenamento mentale per il ciclista

allenamento mentale per il ciclistaIl ciclismo è uno sport epico. I racconti sui grandi ciclisti mi hanno sempre emozionato molto. Mi è piaciuto tantissimo vedere i servizi su campioni quali Coppi e Bartali, Magni, Gimondi, e vivere il ciclismo dei tempi di Bugno e Chiappucci fino al compianto Pantani.

Purtroppo, gli ultimi anni sono stati rovinati da troppi casi di doping; e dire che l’allenamento mentale potrebbe essere la strategia regina per dare al ciclista quel Quid in più per vincere, senza ammazzarsi di porcherie.

Il ciclismo essendo uno sport particolarmente faticoso, è straordinariamente indicato per l’allenamento mentale. Un ciclista può migliorare, con un mental coach,  le sue prestazioni fino a fare la differenza tra vincere e perdere.

Un ottimo mental coach sportivo può seguire un atleta che pratica qualsiasi disciplina sportiva con l’obiettivo di renderlo un Vincente,  ma fa davvero la differenza se ha la conoscenza specifica dello sport dell’atleta che si sta seguendo. Gli atleti di sport diversi presentano, ovviamente, peculiarità ed esigenze molto diverse tra loro.

Anche tecnicamente il mental coach dovrà essere preparato ad esigenze e “domande” differenti.

In questo post voglio parlarti del:

Allenamento mentale per il ciclista.

L’obiettivo primario di un mental coach sportivo è quello di far crescere gli atleti che segue, facendoli diventare del Campioni, prima come persone e conseguentemente come sportivi. Inoltre, deve, anche saper gestire la preparazione mentale per lo sport specifico. Per questo partiamo dalle peculiarità del ciclismo.

Peculiarità del ciclismo: 

Il ciclismo è uno sport di resistenza, particolarmente intenso. Per poter partecipare ad una corsa a tappe bisogna essere molto preparati non solo fisicamente ma anche mentalmente ed emotivamente. Spesso è successo, anche tra i professionisti, che durante una corsa a tappe, il ciclista non sia riuscito a gestire al meglio la tensione ed ha subito un crollo.

Vediamo in seguito le peculiarità per un ciclista:

  • Resistenza fisica e mentale per almeno 4-5 ore in gara
  • Capacità straordinarie di recupero fisico e mentale elle corse a tappe
  • Gestione della tensione pre-gara ( causa di cattivo recupero, stanchezza e infortuni )
  • Grande resistenza mentale alla fatica
  • Grande capacità di riuscire a pedalare sul dolore

Esistono specialità diverse nel ciclismo e quindi anche caratteristiche fisiche e mentali diverse:

  • Velocista
    Deve essere molto potente e deve sviluppare la capacità di esplodere tutta la sua potenza negli ultimi metri di una gara che dura anche 200 km.
  • Passista
    Deve essere molto costante e concentrato. Questa è una caratteristica importante se si vuole vincere le corse a tappe.
  • Scalatore
    Uno scalatore deve essere eccitarsi quando la strada sale. Deve essere capace di scattare e provare a fare il vuoto anche quando i muscoli urlano dal dolore.
  • passista-sclatore
    Questa categoria di ciclisti per la loro duttilità sono molto adatti per vincere le classiche e le corse a tappe.
  • Cronoman
    Specialista delle cronometro. Molto bravo a restare concentrato per la durata di una gara senza avversari, ne compagni e senza particolari riferimenti.

L’allenamento mentale è fondamentale per i ciclisti soprattutto per la gestione dei pensieri durante lo sforzo fisico. Gli atleti che sono bravi ad indirizzare il focus, riescono a gestire al meglio le difficoltà e il dolore muscolare durante la gara.

Non va sottovalutato neanche la gestione dei tempi di recupero. Spesso, la differenza tra la vittoria e la sconfitta, in una corsa a tappe,  sta proprio nella gestione della tensione post-gara, rigenerazione e riposo, tensione pre-gara. Durante i tapponi di montagna, quando una piccola crisi può far perdere minuti preziosi, gli atleti che hanno saputo recuperare meglio, psico-fisicamente, saranno i più preparati ad affrontare le salite e pronti per vincere.

Infine, il ciclista deve assolutamente sviluppare un’eccellente autostima, un’eccellente fiducia nelle proprie capacità, perchè saranno le sue armi nei momenti di difficoltà. Infatti, quando la strada sale, i muscoli fanno male, la vista si annebbia e sembra che gli avversari vadano molto meglio, chi crede fermamente in se stesso riesce a superare la crisi e a riportarsi nel gruppo di chi si gioca la vittoria.

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2 COMMENTI

  1. Sono un ciclista, ho letto i suoi articoli a riguardo l’autostima e ai momenti di difficoltà quando i muscoli fanno verramente male in salita e i momenti di sconforto prendono il sopravvento, vorrei sapere quali sono gli esercizi mentali per superare questi momenti è andare oltre il dolore fisico dovuto alla fatica, grazie

    • Ciao Giuseppe
      la gestione dei momenti che racconti fanno una grande differenza sul risultato finale.
      Come gestirli?
      Per imparare a gestirli completamente e a trarre forza dai momenti di difficoltà è utile farsi seguire da un mental coach.
      Ovviamente qualche suggerimento voglio dartelo.
      Esistono vari modi per rendere al meglio anche quando il corpo “soffre”:
      1) Il modo migliore per continuare quando le gambe fanno male è distrarre le mente, o meglio farla concentrare su qualche aspetto diverso da quello del dolore. Ad esempio alcuni ciclisti trovano giovamento nell’alzare lo sguardo e guardare l’orizzonte o guardare la vegetazione, altri invece si pongono delle domande dove è necessario uno sforzo mentale (calcoli matematici), altri contano le cose che vedono, ecc…
      2) Pensare a momenti di particolare forza fisica. Ricordarsi perfettamente le immagini, i suoni, le parole e la sensazione di forza muscolare. ( per ottenere un risultato degno di nota bisogna essere molto bravi a riprendere con i 5 sensi il momento produttivo ).

      Esistono, inoltre, alcune tecniche di allenamento mentale per ciclisti, che servono a ricontestualizzare il dolore. Permettono di lavorare sulle rappresentazioni interne del dolore con lo straordinario risultato di abbassare la sensazione di dolore e di riuscire ad alzare l’asticella della sopportazione, così da poter continuare a spingere sui pedali anche quando la maggioranza dei ciclisti “molla”.

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