Come creare la scuola dei Campioni! Con il mental coach!

L’Italia sta vivendo un periodo sportivo molto complicato. Molti sport stanno vivendo e scontando, a caro prezzo, l’apertura delle frontiere avvenuta venti anni fa. Il Calcio su tutti sta vivendo una fase di crisi seria dove non si vede un futuro roseo.

Tutti convengono che la soluzione, a medio-lungo periodo, è quello di puntare sui reparti giovanili.

A parole tutti sono d’accordo. Ma i fatti sono decisamente insufficienti!

Io personalmente ti voglio raccontare quella che secondo me è la formula per creare le scuole dei Campioni!

Non è più sufficiente formare dei buoni giocatori o dei buoni atleti, è necessario puntare in alto, puntare all’eccellenza. Penso che sia inaccettabile vedere settori giovanili, anche di grandi squadre, accontentarsi della normalità e poi comprare solo all’estero giocatori anche di discutibile abilità.

Nella mia visione dello sport. I settori giovanili devono diventare nuovamente la base per costruire squadre competitive in Europa.

Questa formula è divisa nei seguenti 5 passi!

  1. Puntare in Alto
  2. Lavorare sulla mentalità vincente
  3. Un Mental Coach sportivo in ogni settore giovanile
  4. Alzare la qualità dei tecnici.
  5. Insegnare ai giovani a nutrirsi bene.

 

1) Puntare in alto!

Oggi a mio parere ci si accontenta di riuscire a sopravvivere e non si punta all’eccellenza! In molti campi, da quello lavorativo apunta in alto quello finanziario, da quello politico a quello dell’istruzione, fino a quello sportivo.

Se si vogliono ottenere grandi risultati, bisogna puntare in alto. Bisogna puntare a creare Campioni. E per formare Campioni è necessario chiedere molto di più a se stessi, alla pianificazione, alla qualità dei tecnici e all’apertura mentale verso nuove tecniche di allenamento decisamente più performanti di quelle tradizionali.

Il primo passo per rialzare la qualità dei settori giovanili è quello di puntare a formare Campioni. Io non parlo solo per i settori giovanili delle grandi squadre, parlo dei settori giovanili di tutte le squadre.

2) Lavorare sulla mentalità vincente.

Adoro lavorare con i giovani come mental coach. Sono straordinari e mi donano delle soddisfazioni impagabili. Ogni volta che seguo un under nelle coaching mi accorgo di quanto potenziale abbia.

Ti potrà sembrare strano, ma tutto l’ambiente rema contro i nostri ragazzi. Dalla scuola alla famiglia, dalla società alla religione. Sono inseriti, loro malgrado, in un vortice di messaggi depotenzianti che minano la loro mentalità vincente. C’è una pericolosissima cultura del diritto allo studio, diritto al lavoro, diritto alla sussistenza, ecc… Il messaggio che diamo ai giovani, in moltissimi ambiti, è che se non trovano lavoro è colpa della crisi, se non guadagnano i soldi è perchè sono stati sfortunati a nascere in questo periodo, che è figo il personaggio dei reality e che bisogna somigliare ad un tronista ( e tante altre porcherie ). Per non parlare della religione che continua la sua battaglia per creare pecore ( facilmente gestibili ) e non leoni.

Purtroppo stiamo togliamo ai ragazzi la responsabilità, nel bene e nel male, dei loro risultati e dei loro stati emozionali.

Basta!!!!!

Bisogna liberare i nostri ragazzi da tutta questa immondizia. Di tutti questi pensieri depotenzianti! Di questa cultura che vuole creare pecore. Io voglio che i giovani iniziano nuovamente a sentirsi dei Leoni. Sono dei Leoni, noi adulti abbiamo il compito di ricordarglielo e di aiutarli a migliorare la loro autostima e le loro capacità.

Come mental coach lavoro, tutti i giorni, in ogni coaching, con il mio personale obiettivo che è quello di sviluppare e accrescere la mentalità vincente dei miei ragazzi. In ogni modo, li supporto nel rafforzare la loro autostima e la loro capacità di gestire al meglio le emozioni.

In ambito sportivo, almeno, dobbiamo lavorare con loro, tutti i giorni, sulla loro mentalità vincente.

Ma quanti allenatori lo sanno fare?

3) Un Mental Coach per ogni settore giovanile.

Siamo nel 2014 è la maggioranza delle società sportive non gestisce la preparazione mentale o la gestisce lasciandola al buon senso dell’allenatore. Gestire la preparazione mentale senza essere capaci a farlo è come curare la febbre con il salasso ( tecniche dell’antichità che consisteva nel prelevare consistenti quantità di sangue al fine di “guarirlo”).

Potresti pensare che stia esagerando. Invece ti assicuro che nella maggioranza dei casi gli allenatori, loro malgrado, senza rendersene conto, creano convinzioni negative e depotenzianti nei loro atleti.

Avere un mental coach sportivo, nei settori giovanili, permette di alzare, in maniera straordinaria, la qualità degli allenamenti, la qualità degli atleti e aumentano la probabilità di veder nascere un Campione di livello internazionale.

 

4) Alzare la qualità dei tecnici.

allenatore bambiniMi dispiace se quello che sto per dire può offendere qualcuno. Il mio compito non è risultare simpatico, ma quello di aiutare gli atleti a vincere e a diventare campioni.

Vogliamo che escano più campioni? Allora dobbiamo migliorare la qualità dei formatori.

E’ assurdo che utilizziamo ancora tecniche di allenamento che andavano bene negli anni 80-90. Bisogna sfruttare le nuovissime tecniche di allenamento. Bisogna investire sulla formazione degli allenatori dei settori giovanili. Oggi un allenatore deve sviluppare le seguenti caratteristiche:

  • Eccellenti doti comunicative.
    Una cattiva comunicazione crea convinzioni negative negli atleti, soprattutto in quelli giovani. Un’eccellente comunicazione fa crescere più velocemente i Campioni
  • Ottime capacità motivazionali.
    Bisogna essere pronti a chiedere tanto ai ragazzi. Più chiedi loro e più avrai. Meglio chiedi loro e avrai l’eccellenza.
  • Ottime capacità tecnico/tattiche.
    Non ce la faccio a sentire più frasi come: “guarda che talento ha quel ragazzo!”. Il talento serve a poco senza l’allenamento e il perfezionamento. Non è più accettabile vedere calciatori che giocano con un piede solo. Siamo pervasi da convinzioni assurde come: “quello non è il suo piede!” certo non è il mio!!!!
    La tecnica si impara, la tattica si impara, si possono raggiungere risultati strabilianti, lavorando bene con tecnici preparati.
  • Ottime conoscenze di preparazione atletica.
    Anche quando si ha il preparatore atletico. Perchè gli Italiani devono correre meno degli stranieri? Dove sta scritto?
    La verità è che le preparazioni atletiche sono antiquate.
  • Conoscenze di alimentazione.
    Lo so che sto “bestemmiando” agli occhi di molti. Ma è assurdo che gli atleti mangiano quello che capita, o seguendo consigli casuali. Anche tra i professionisti, purtroppo, non tutti sanno mangiare e ancora peggio anche molti medici sportivi non sanno cosa far mangiare.
    Seguo un atleta di Kayak di livello internazionale. Un suo allenatore gli diceva che doveva mangiare tanto e spesso per diventare forte e vincere. Ma che grande caz..ta!

5) Insegnare ai ragazzi a nutristi bene.

Di tutti gli atleti che seguo, nessuno sapeva cosa mangiare e quando mangiarlo, quando ho iniziato a seguirli. Seguo anche atleti di livello nazionale e internazionale e non è che siano più preparati sull’argomento.

Ma la notizia che fa riflettere è che anche le squadre blasonate, e i professionisti di moltissimi sport hanno una pessima preparazione alimentare. Molti genitori, mi chiedono di dare una dieta per i loro figli, per migliorare le loro prestazioni ( alcuni di loro sono anche medici ). A tutti dico che, anche se collaboro con un nutrizionista, io sono contrario a dare una dieta. Ma sono propenso ad insegnare loro a mangiare consapevolmente. I Campioni devono imparare a nutrirsi!

Nella nutrizione un capitolo a parte dovremmo aprirlo sulla supplementazione alimentare, che può essere un’arma in più se ben fatta, ma pericolosa se fatta male.

 

Conclusione

In conclusione, oggi non si può pensare di ritornare ad eccellere nello sport, continuando a fare le stesse cose. Bisogna cambiare atteggiamento, cultura e azioni pratiche.

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4 COMMENTI

  1. Condivido appieno ogni singolo punto
    Scandaloso che non lo abbiano ancora compreso le società professionistiche, le federazioni sportive e aggiungerei anche la “scuola” ma forse a qualcuno conviene così difficilissimo avere tali opportunità nelle società dilettantistiche di provincia Andrea

    • Ciao Andrea
      sono d’accordo bisogna partire proprio dalle società dilettantistiche.

  2. Tutto molto bello… ma l’energia per poter essere messa in circolo necessita di programmazione e capitali; due cose che non albergano, al momento, dalle parti delle nostre federazioni

    • Massimo, io non so quali capitali sono i budget delle federazioni, e soprattutto come sono investiti e che percentuale è destinato ai giovani. Sicuramente un po’di programmazione in più potrebbe già far ottenere risultati migliori.
      Purtroppo la gestione è ancora tipo: “navighiamo a vista “

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