Come gestire la tensione nervosa della squadra per vincere!

“L’arco è sempre teso ma esiste un solo attimo,

per scoccare correttamente una freccia”

La corretta gestione della tensione sportiva permette ad un atleta e ad una squadra di ottenere grandi prestazioni. La tensione può essere un freno pericoloso o un acceleratore. Solo chi è molto bravo a gestire il “giusto” livello di tensione può raggiungere lo “stato di grazia” ( quando riesce tutto ) e può far coincidere la peak performance ( prestazione di picco o straordinaria ) nel momento della gara.

Per capire bene questo concetto osserva con attenzione la prossima immagine.

Tensione sportiva ottimale

Il grafico presenta sull’asse orizzontale  il tempo e sull’asse verticale il livello di Tensione.

Ci sono 2 aree colorare:

1)    l’arco di tempo della gara ( la striscia verticale );

2)    la tensione ideale ( orizzontale )

Le curve tratteggiano 3 diversi casi:

A) Tensione troppo elevata

Nel caso di Tensione troppo elevata, provata già prima della gara (da qualche ora a giorni prima) il calciatore consuma energia fisica e nervosa.

B) Tensione ideale

L’obiettivo di un allenatore è portare la propria squadra a vivere lo stato di Tensione Ideale, evidenziato dall’’intersezione delle 2 aree del grafico. È in questa area che i calciatori, sfruttando al meglio le proprie energie nervose, aumentando la probabilità di una peak performance.

C) Tensione troppo bassa “scarico

La 3° curva esprime un livello di tensione sportiva basso. I calciatori non sono, al fischio di inizio, né fisicamente né mentalmente pronti. Quante volte è successo che squadre di vertice abbiano perso punti preziosi con le ultime in classifica?

 Un allenatore può indurre una tensione sportiva “ottimale”?

Questo è il vero punto della questione. I migliori allenatori sono bravissimi a rendere la propria squadra concentrata e con il giusto atteggiamento nel momento della partita. Il giorno della gara lo dividiamo in 3 fasi:

  • Pre-partita
  • Partita
  • Post-partita

Pre-Partita

Il Pre-partita è fondamentale. Spesso squadre molto forti sbagliano l’approccio e devono recuperare, faticosamente, durante il corso della partita.

L’allenatore, durante il riscaldamento, deve saper “leggere”, sul volto dei suoi giocatori se sono “scarichi”, correttamente concentrati o stanno provando una tensione eccessiva.

Se sono “scarichi” è importante aumentare l’intensità del riscaldamento. Sia dal punto di vista atletico che mentale.

Atletico –> aumentando gli esercizi “sopra soglia”
Mentale –> inserendo esercizi sufficientemente complessi da non permettere al calciatore di eseguirli meccanicamente.

Inoltre, e questo fa davvero la differenza, l’allenatore deve, attraverso il tono, l’intensità e la qualità dei messaggi, ri-concentrare i calciatori e portarli ad uno stato di tensione corretta.

Se i calciatori sono in uno stato di tensione eccessiva, è importante che l’allenatore stemperi la tensione. Lo può fare in vari modi:

  • Facendo qualche battuta ( se è nel proprio stile )
  • Utilizzando un tono di voce e una comunicazione rassicurante
  • Prolungando la fase di stretching post riscaldamento ( se guidata è meglio, così è possibile parlare alla squadra con toni rassicuranti e di fiducia, facendoli focalizzare su aspetti tattici e tecnici con una comunicazione volta in positivo, e che ispiri sicurezza )

Spesso succede che in presenza di squadre meno forti, il livello di tensione tende ad essere “scarico” mentre con squadre più forti la tensione è già naturalmente più alta, bisogna solo controllare che resti ad un valore ottimale.

Gara

L’allenatore, durante la gara, può indurre e condizionare la tensione sportiva. Il condizionamento aumenta nelle situazioni di forte impatto emotivo quali un errore o un’azione importante.

Il commento dell’allenatore può cambiare lo stato di fiducia e lo stato di tensione del suo giocatore.

Qualche regola generale:

  • Sgridare dopo un errore, crea un effetto opposto a quello desiderato. Debilita la fiducia del calciatore, lo fa concentrare sull’errore commesso aumentando le probabilità che lo commetta nuovamente. E’ buona norma parlare degli “aspetti da migliorare” il giorno successivo alla partita.
    Quindi in caso di errore dare indicazioni in positivo alla squadra.
  • Dopo un gol va bene festeggiare. Se si ha la percezione che la squadra potrebbe abbassare la guardia, bisogna alzare i toni per ristabilire il giusto livello di concentrazione.
  • Quando la squadra, magari in vantaggio, giocherella senza essere incisiva, l’allenatore deve alzare molto la tensione sportiva urlando e pretendendo sempre una massima concentrazione e, se necessario, sostituendo qualche giocatore.
  • Quando la squadra sembra “farsi schiacciare”, l’allenatore, deve intervenire per invertire l’inerzia della partita.
    Lo può fare comunicando e trasmettendo fiducia e calma al fine di ristabilire la giusta concentrazione. Anche se nel calcio è più complicato, per mancanza di Time-out, si possono sfruttare i tempi morti per dare indicazione a qualche giocatore “cruciale” da punto di vista mentale ( un calciatore con particolare leadership ).

Post-gara

Le parole dette dall’allenatore a fine partita nel campo e negli spogliatoi hanno un effetto intenso sui giocatori. A fine partita, i giocatori sono in fase emotiva (legata al risultato della partita).

In questi momenti si possono creare delle convinzioni potenzianti o deleterie per i calciatori e per la squadra.

Sgridare i calciatori, etichettandoli con frasi forti, dopo una sconfitta, potrebbe creare in loro, in maniera inconscia, delle convinzioni depotenzianti. Gli “aspetti da migliorare” devono essere trattati nella settimana.

Dopo una vittoria è importante gioire e godersi il risultato. I complimenti e gli “ancoraggi” al successo aiutano la formazione della mentalità vincente. In ogni caso in settimana si dovrà lavorare sugli aspetti da migliorare. Sempre!

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