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Dai del “TU” alla vita!

Ormai sono una decina d’anni che non sopporto le comunicazioni con il “lei”. Comunicazione, a mio giudizio, troppo referenziale e nella maggioranza dei casi che creano distacco.

Esistono alcuni ambienti nei quali io continuo a rivolgermi alle altre persone con il “lei” ma generalmente sono ambienti chiusi e retrogradi ( vedi la scuola, le forze dell’ordine, istituzioni religiose, ecc…) con i quali non ho la necessità di costruire nulla per la quale valga la pena sognare e impegnarsi.

Io preferisco creare tutte comunicazioni dirette, semplici, fatte di persone che si possono confrontare serenamente senza nascondersi dietro un ruolo, un titolo, un premio, un’istituzione ( politica, scolastica, militare, religiosa, ecc…).

Ogni volta che vengo contattato da un atleta, un manager o una qualsiasi persona imposto la mia comunicazione direttamente con il “tu”. Se mi rendo conto che dall’altra parte potrebbe sembrare scortese ( per età o cultura ) chiedo gentilmente: “possiamo darci direttamente del TU così da rendere la nostra comunicazione più fruttuosa?”

Indovina quante persone, che mi hanno contattato, mi hanno detto di no.

Nessuna!!!

Ovviamente è dovuto al fatto che persone interessate a trovare soluzioni per diventare migliori, raggiungere grandi risultati, essere felici, e quindi erano tutte contente di poter parlare serenamente senza muri inibitori e senza formalismi stupidi.

Perchè è improduttivo il “lei”!

Non voglio giudicare né la forma del linguaggio né l’educazione, ma voglio soffermarmi sull’efficacia della comunicazione.

La condizione fondamentale affinchè una comunicazione tra 2 persone può davvero essere efficace è  che ognuna delle due si sente serena di esprimersi liberamente, senza freni inibitori e senza formalismi inutili.

Io sono motivato dalla concretezza e dal lavorare per ottenere grandi risultati. Seguo ragazzi giovani, adulti e a volte anche persone molto adulte, di qualsiasi estrazione sociale e di qualsiasi livello di successo (odio le classificazioni, ho scritto questa frase per rendere facile il concetto). Non mi interessa se dall’altra parte la persona pensa che il “lei” è una forma rispettosa e il “tu” una forma irrispettosa. Se vuole parlare con me, ed è motivata a raggiungere risultati straordinari, allora deve imparare a darmi del “tu” e a ricevere il “tu”.

Pretendo il “tu” dai ragazzi.

Propongo il “tu” alle persone che parlano con il “lei”

A cosa serve il “lei”?

A creare una distanza comunicativa. A creare un dislivello tra due persone, chi pretende il “lei”, o si presenta con un titolo, vuole implicitamente mettersi su un piedistallo per cambiare la prospettiva e il livello della comunicazione. Spesso serve per darsi un tono, nella maggioranza dei casi serve per una “falsa” sensazione di rispetto.

Questa distanza, questo dislivello, questa imposizione referenziale, spesso può essere necessaria negli ambienti fortemente gerarchici ( militari, religione, politica vecchia maniera, alcune aziende vecchia maniera) . Anche se non la condivido, in quei casi è necessario adeguarsi. Anche se quella comunicazione non diventerà probabilmente produttiva quando potrebbe.

Non ce niente di male a salutare una persona con un titolo, l’importante è che la comunicazioni continui con un tono paritario e diretto.

Dai del TU alla vita

Chi è abituato a considerare troppo i titoli o i risultati raggiunti, rischia di non riuscire ad ottenere molto da se stesso. Difficilmente raggiunge risultati straordinari e nella maggioranza dei casi costruisce una vita fatta di insoddisfazioni e delusioni. Dare peso ai titoli, alle referenze, ai ruoli, come se un titolo possa identificare la qualità di una persona è un eccellente modo per auto-limitarsi, per sentirsi a volte inferiore o semplicemente inadatto al compito che lo aspetta.

Io sono Ingegnere, ma quando mi presento dico semplicemente: Piacere sono Mauro Pepe. Mauro Pepe non è una persona migliore o peggiore in base ai titoli che ha.

Ogni persona su questo pianeta merita rispetto e amore. Ogni persona su questo pianeta ha un potenziale straordinario. Ognuno è speciale a suo modo. Ognuno può essere di ispirazione e insegnamento per chiunque altro, indipendentemente dai titoli o dal ruolo che ricopre.

Vuoi ottenere grandi risultati?

Dai del TU alla vita.
Vai a conquistare le cose che vuoi.
Alza lo sguardo, entra in una fisiologia di potere, sorridi e affronta le sfide a viso aperto con la consapevolezza di essere meritevole e con la serenità di poter sbagliare tutte le volte che è necessario.
Elimina le referenze, e vai a conquistare il tuo mondo.

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