Dal nuoto al triathlon i 3 consigli del Mental Coach

A inizio Agosto ero a Roma ai campionati italiani di nuoto di categoria, con la squadra Time Limit del Coach Andrea Sabino, e in una delle premiazioni del podio conquistato dalla squadra ho incontrato Massimiliano Rosolino, uno dei nuotatori che più mi ha emozionato da quando seguo e amo il nuoto.

Mi ha colpito molto il fatto di trovarlo molto dimagrito e mi è stato raccontato che si sta dedicando al Triathlon.

Un articolo sulla preparazione mentale sul Triathlon non lo avevo ancora scritto e ho pensato di farlo raccontandoti 3 consigli di preparazione mentale che deve conoscere un atleta che viene dal nuoto professionistico e vuole gareggiare nelle 3 distanze.

I 3 consigli del Mental Coach per il Triathlon:

1) La tua amica migliore sarà la resilienza

La resilienza, da non confondersi con la resistenza, è una delle abilità più importanti che deve sviluppare un triatleta. Vediamo di capire davvero cosa sia. Mentre la resistenza è la capacità di un corpo di resistere a sollecitazioni esterne. La resilienza, invece, è la capacità di essere “efficienti” ed “efficaci” anche quando sei sottoposto a stress, pressioni, e sollecitazioni esterne. Un triatleta deve adattarsi velocemente, deve accettare di continuare anche sul dolore, deve imparare e trovare nuove energie e deve, soprattutto adattarsi velocemente al cambio di sport ( dal nuoto alla bici e infine alla corsa ).

Come si sviluppa la resilienza? Va allenata e ci sono molti esercizi specifici per farlo.

Per approfondire ti consiglio di leggere: www.vinciconlamente.it/la-resilienza-puo-renderci-davvero-imbattibili.html 

2) Attento ai ladri di energia.

Nel Triathlon, sia in allenamento che in gara, hai bisogno di utilizzare al meglio le tue energie. Ogni spreco lo pagherai. Tutti si allenano duramente, imparano a idratarsi e a nutrirsi al meglio, ma pochi sanno che esistono dei ladri di energia che “rubano” le tue preziosi “riserve”.

Ecco i più comuni:

  • Alzare troppo le aspettative della gara.
  • Dare peso ai pensieri negativi. Soprattutto perseverare e restare agganciati ai pensieri negativi
  • Concentrarsi sull’intera gara. Cioè pensare a quanti km mancano, quando ne mancano ancora molti 🙂
  • Perdere di vista le cose da fare al momento. Uscire dal fantastico “qui ed ora”.
  • Restare ancorato nel passato recente: Un errore appena commesso, una scorrettezza di un avversario, una scelta sbagliata, ecc…
  • Essere altrove. Essere nella zona del giudizio come ad esempio: “cosa penseranno di me se non riesco a …”
  • Perseverare a concentrarsi sul dolore fisico.

Ce ne sono tanti altri, ma questi sopra esposti sono un inizio per riflettere sul fatto che i ladri di energia sono tutti eliminabili da noi, se lo vogliamo.

3) Sfrutta bene i “Mantra” e i “distrattori funzionali”.

Arriverà un punto quando non ce la farai più. I muscoli urleranno e la mente ti chiederà ( a volte anche con una certa insistenza ) di fermarti, o di rallentare.

In quei momenti hai 2 strade davanti a te:

A) Scegli di dare peso a quella voce e a quelle sensazioni con la conseguenza di rallentare, di accontentarti di un risultato sotto le tue possibilità, o addirittura di fermarti.

B) Scegli di continuare a gareggiare al meglio sfruttando qualche trucchetto di mental training. Io te ne presento 2:

  • Mantra.
    Il mantra è semplice. Scegli una frase posta in positivo che ti permette di concentrarti su piccoli obiettivi facilmente raggiungibili. Ad esempio: “Altri e dieci passi ancora”, “avanti, ancora un po’, avanti, ancora un po’”, ecc…
    Oppure scegli un mantra che ti fa concentrare su una tua caratteristica vincente: “sono sempre più forte, concentrato e solido!” oppure “sono fluido e resistente”, ecc…
    Il mantra se ripetuto mentalmente a ritmo permette di continuare a nuotare, pedalare o correre anche sul dolore.
  • Distrattori Funzionali
    I distrattori funzionali servono quando compaiono i dolori. Il corpo e la mente vogliono risolvere il “male” che si è presentato e vogliono che tu lo faccia subito. Per farlo la mente si concentra solo sul dolore. Se la assecondi, il dolore diventerà insopportabile e sarai costretto a mollare.
    A questo punto è necessario “distrarre la mente da dolore” sfruttando i “distrattori funzionali”. Come funzionano? Semplicemente devi concentrarti su aspetti esterni allo sport. Qualcosa che possa tenere occupata la mente mentre il corpo continua il suo “lavoro”. Ecco qualche esempio di distrattori funzionali:

    • Fare dei calcoli matematici relativi a qualcosa che vedi intorno a te o relativi alla velocità lo spazio, ecc… Questi sono adatti a chi è bravo a fare i calcoli a mente.
    • Contare. Contare le pietre, gli alberi, le bracciate, le pedalate, ecc…
    • Cercare qualcosa in natura o sul percorso.
    • Guardare affascinato una parte del panorama

Un consiglio speciale per chi viene dal nuoto:

Lavora molto sulla tua capacità di adattamento.

I nuotatori si allenano quasi sempre in condizioni standard, su distanze standard e in piena sicurezza ( questo non sempre vale per chi fa fondo in acque aperte ).

Il triatleta si deve adattare velocemente alle situazioni esterne ( clima, condizioni del terreno, imprevisti con l’attrezzatura, alimentazione e supplementazione in corsa, ecc…). Senza un adeguata capacità di adattamento non è possibile raggiungere risultati straordinari.

Buona preparazione del Triathlon 🙂

 

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