Fabio Pisacane dalla paralisi all’esordio in Serie A

Suona la sveglia.

“Mi devo alzare che ho gli allenamenti, devo realizzare il mio sogno. Giocare in serie A. Ma cosa mi succede? Non riesco a muovere le braccia. Non riesco a muovermi!!!”

La corsa in ospedale, troppo lunga. L’attesa per la visita troppo brutta. “Le braccia e le gambe non riesco a muoverle, Oddio.”

La diagnosi terribile: sindrome di Guillain-Barré, una malattia che attacca il sistema nervoso e che porta alla paralisi degli arti, e se non presa in tempo anche alla paralisi del diaframma, con il rischio di avere difficoltà respiratorie anche gravi.

Il sogno della Serie A viene sostituito dell’obiettivo n°1 in assoluto. La vita.

Fabio Pisacane, da un momento all’altro, da promessa del calcio si trova a combattere contro una malattia che ti paralizza. Dal correre, allenarsi, giocare, combattere, sognare, cadere e rialzarsi, …, ad un letto d’ospedale senza riuscire a fare semplici movimenti con le braccia e le gambe.

In  quel momento inizia una partita che si gioca in un campo diverso, con regole diverse. L’avversario è decisamente più crudele e la posta in gioco è molto più importante.

Fabio, con coraggio e determinazione affronta la sfida, e dopo molto tempo la vince. Ritorna sui campi di calcio e dopo tanta gavetta domenica scorsa ha esordito a 30 anni in serie A nel Cagliari.

Io seguo molti atleti e spesso vedo ragazzi abbattersi per qualche imprevisto o per aver sbagliato una partita, o per dover affrontare un infortunio risolvibile in un mese. Leggo continuamente storie di atleti che bruciano le loro opportunità per l’alcol, il fumo, la droga, abitudini assurde, scelte scellerate.

Oppure atleti che a venti anni pensano che la loro carriera sia finita e si arrendono.

I Campioni non si costruiscono con il talento, ma con il lavoro, la determinazione, le convinzioni e la capacità di rialzarsi anche quando la vita ti sgambetta senza una ragione apparente. In quel momento il Campione si rialza, senza urlare alla sfortuna o alle maledizioni, ma si rimbocca le maniche e fa quello che gli riesce meglio: combatte, lotta, sogna, di allena, si rialza e va avanti verso i propri obiettivi.

Grazie Fabio Pisacane per il tuo esempio.

Questo significa essere un Campione!

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