Il pensiero positivo non è sufficiente per vincere!

Prima di intraprendere il mio percorso di crescita personale, partito nel 1999, ho sempre pensato che il pensiero positivo fosse un’americanata. Quando poi ho iniziato a studiare la psicologia del cambiamento, la PNL, l’equilibrio emozionale, e le varie strategia di eccellenza fisica e mentale, ne ho avuto la certezza. Il pensiero positivo non è sufficiente per vincere.

“Il solo dirsi di essere forte non ti fa forte!”

Anzi il provare ad autoconvincersi, attraverso affermazioni positive, di essere capace a far qualcosa non solo è improduttivo, ma può creare delle false aspettative e produrre risultati deprimenti.

La differenza la fa la convinzione profonda di essere capace di compiere l’azione che si è in procinto di svolgere. La sola pratica di affermarlo non è assolutamente sufficiente.

Il pensiero positivo, si basa sul controllo cosciente del pensiero. Il principio si basa sul presupposto che i pensieri sono materia e possono influenzare la realtà circostante ( e su questo punto sono anche d’accordo). Quello che non mi ha mai convinto sul pensiero positivo è il non curare la parte inconscia del cervello, quella gestita soprattutto dalle convinzioni e dai valori.

Il vero salto di qualità è lavorare a livello inconscio sulle proprie zone d’ombra e sulle convizioni di poter vincere, di poter eseguire correttamente un gesto tecnico, di essere più forte dell’avversario, ecc…

Un altro punto a sfavore del pensiero positivo è l’indirizzamento del focus. Con il controllo cosciente dei pensieri, attraverso le affermazioni positive, non si riesce a focalizzarsi sempre su quello che è più importante. La differenza, per il focus, la fanno le domande.

Porsi correttamente una domanda potenziante può creare un effetto decisamente più performante della ripetizione di un’affermazione!

Per concludere, per capire correttamente la differenza tra un’azione di coaching come sono abituato io e di pensiero positivo, mi affido ad una metafora.

Il pensiero positivo è come andare in bicicletta, per procedere bisogna pedalare e pedalare tanto, soprattutto in salita ( situazioni complesse ). Avere convinzioni potenzianti è come andare in motocicletta è molto meno faticoso e molto più performante.

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