La concorrenza tra i Mental Coach in Italia ha senso?

mental coach concorrenzaIl mercato del mental coaching è in evoluzione. Cresce il numero dei mental coach e cresce il numero di persone ( sportivi, manager, imprenditori, e anche persone comuni) che ne cercano uno.

L’esigenza, anche se ancora latente, è in crescita. Molti professionisti, iniziano a sentire l’esigenza di farsi affiancare da qualcuno che li “aiuti” a raggiungere i propri obiettivi o a superare alcuni loro limiti ( emozionali e non ). Purtroppo, sono poche le persone che sanno o hanno capito bene cosa sia un metal coach.

Il “mercato” per parlare da markettaro, è ancora tutto da sviluppare. Siamo agli albori. L’esigenza è latente, il numero di attori in campo (mental coach, personal coach, life coach, buseinss coach, ecc…) è insufficiente per fare un rumore capace di trasformare l’esigenza da latente a percepita. Non esistono vere scuole di coaching ( molte aziende hanno la loro scuola, che vendono come la migliore, ovviamente ). Infine, non esiste un albo effettivo (solo qualche piccolo esperimento).

C’è inoltre, per tracciare un quadro della situazione,  un forte equivoco sul confronto mental coach e psicologo. Molti percepiscono le 2 figure come contrapposte o esclusive, altri come la stessa cosa. Secondo me, bisogna iniziare a vedere lo psicologo come il professionista che aiuta a guarire da una patologia, quindi il passaggio da stato di malattia a stato di normalità, e il mental coach come il professionista che si occupa di “guidare” una persona dallo stato di normalità al successo.

Dato uno scenario come questo, ha davvero senso che i mental coach in Italia siano in concorrenza?

Conviene farsi “la guerra dei poveri” in un mercato dove dovremmo tutti dare una mano a svilupparlo?

Io personalmente penso proprio di no.

L’ideale, per me, è quello di creare delle collaborazioni tra mental coach al fine di far conoscere correttamente questa figura e per creare un mercato che sia davvero soddisfacente ( in termini di numero, opportunità lavorative e qualità).

Oggi vedo, solo, qualche azione commerciale di alcuni formatori che, condividendo il portafoglio clienti, vendono corsi fatti in collaborazione (ottime iniziative). Non conosco casi di collaborazioni di mental coach.

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