La resilienza? Può renderci davvero imbattibili!

Cosa è la resilienza? Ti anticipo, non è un tipo di resistenza! E’ molto, molto di più.

Lo sai che se la sviluppi puoi diventare straordinariamente forte ed efficace? I Campioni dello sport e della vita hanno questa caratteristica ben sviluppata, a volte senza neanche rendersene conto che si chiama così!

Anche tu che stai leggendo la puoi sviluppare e accrescere. Seguimi che ti rivelerò come fare…

Innanzitutto partiamo dalle definizioni:

Resistenza: La capacità da parte di un corpo di opporsi ad una sollecitazione. La resistenza è anche la capacità di sopportare lo stress senza cambiare le proprie caratteristiche strutturali ( sia stress fisico che emotivo )

Resilienza: La capacità di essere efficiente ed efficace anche sotto stress ( fisico e psicologico ).

Per i più pignoli esistono tante altre definizioni, ma per le informazioni preziose che voglio trasmetterti queste sono sufficienti.

La resistenza ha un limite enorme. Si oppone alle sollecitazioni, si oppone agli imprevisti e spesso, quando vince paga un “prezzo” importante, a volte però viene sopraffatta dalla sollecitazione.

La resilienza, invece, non si oppone alla sollecitazione, ma resta efficiente ed efficace nell’ambito del suo compito.

Una persona resistente “sopporta” gli imprevisti e le situazioni di stress. Una persona resiliente cresce, migliora e diventa più forte quando accadono imprevisti e situazioni di stress.

Come fare per sviluppare la resilienza personale?

Questa è un’ottima domanda.

Non esiste una formula uguale per tutti. Questa caratteristica, tra le più importanti da sviluppare per chi vuole raggiungere traguardi ragguardevoli ( sportivi, familiari, business, studio, personali, amore, … ), è di non facile lettura. Infatti la maggioranza delle persone che presenta un buon livello di resilienza, non ne è a conoscenza.

Esistono alcune caratteristiche comuni tra le persone particolarmente resilienti e che possono essere sviluppate da tutti:

  1. Valutazione cognitiva e Significati
  2. Impegno e controllo
  3. Saper incassare e perseverare
  4. Cadere, apprendere e ristrutturare (  o ricostruire )
  5. Fiducia e credere di potere

 

1) Resilienza: Valutazione cognitiva e Significati

resilienzaLa valutazione cognitiva ( gestione dei significati ) è il modo in cui noi interpretiamo normalmente gli eventi, il modello che ci siamo costruiti del mondo. Ci aiuta la metafora del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il bicchiere è sempre lo stesso, come lo vediamo ( e lo interpretiamo ) ci apre a due mondi completamente diversi.

Lo stress, ad esempio, non è una sensazione uguale per tutti. Le persone non sono stressate dagli eventi in se, ma dal modo in cui li interpretano. Alcuni modelli del mondo ci rendono più tolleranti o vulnerabili allo stress

Una persona resiliente riesce a dare un significato “produttivo” all’esperienza che sta vivendo o che ha vissuto.

 

2) Resilienza: Impegno e controllo

L’impegno e la sensazione di controllo determinano in maniera consistente la nostra motivazione e la nostra efficacia nel raggiungimento degli obiettivi.

Infatti, il segreto per scatenare l’impegno verso un obiettivo consiste nel vedere gli eventi come, anche in parte, dipendenti da noi ( sotto il nostro controllo o influenza ). Su questo punto incidono moltissimo delle nostre convinzioni 3 in particolare:

  1. Convinzioni sulla fattibilità: Quando pensiamo che un obiettivo sia irraggiungibile non c’è nessuna possibilità di realizzarlo. Bisogna credere, anche in parte, di poterlo raggiungere.
  2. Convinzioni di Controllo e impegno: Avere una forte convinzione di controllo sui propri obiettivi permette di innescare un impegno maggiore. La maggioranza dei campioni si impegna più degli altri perchè pensa che attraverso l’impegno e la crescita possono raggiungere la vetta.
    L’atteggiamento di legare i successi e gli insuccessi all’impegno si è dimostrata la migliore strategia per sviluppare la resilienza.
  3. Convinzione di controllo e reazione fisica: Le convinzioni di controllo producono un effetto fisico di mediazione allo stress. Di fronte ad un evento negativo, a un pericolo, o ad una difficoltà con una buona convinzione di controllo, istintivamente abbiamo un atteggiamento proiettato alle soluzioni, e sentiamo meno lo stress nocivo.

Un basso senso di controllo genererà rigidità, dipendenza dagli altri, ricerca degli alibi, fiducia nelle soluzioni “magiche”. Ovviamente questo porta solo difficoltà e allontana dagli obiettivi.

 

3) Resilienza: Saper incassare e perseverare.

Questo concetto è decisamente facile da capire ma spesso, per molte persone, non facile da applicare. Nella vita abbiamo poche certezze. Io vi assicuro che una di queste è che incontrerete imprevisti e difficoltà. Qualsiasi sia il vostro impegno e qualsiasi sia la vostra professione.

In base a come reagite, o meglio “agite”, di fronte alle difficoltà farà la differenza. Per sviluppare la resilienza è fondamentale avere la voglia e la capacità di “saper incassare” i pugni della vita e perseverare lungo la strada che porta al successo.

Per far questo è necessario sviluppare:

  1. Capacità di resistere: La capacità di resistere a stress fisici e/o psicologici è molto legato alle aspettative. Chi si crea un’aspettativa troppo elevata sottovalutando la sofferenza resterà molto frustrato.
    La resistenza e la resilienza vengono costruite anche attraverso l’ambiente e l’educazione. I ragazzi cresciuti senza trovare difficoltà e con un futuro dipinto tutto rosa hanno più difficoltà nel riuscire di chi è cresciuto in mezzo alle difficoltà con educatori che gli hanno creato un futuro più realistico
  2. Capacità di gestire la Frustrazione e le aspettative: E’ possibile intervenire sulla propria capacità di gestire la frustrazione verificando e modificando il proprio sistema di aspettative a priori.
    Il nostro corpo è stato creato capace di gestire la frustrazione che è utile per farci cambiare la situazione , per farci ottenere un risultato migliore.
    Solo quando la frustrazione è duratura può essere pericolosa e può portare alla “incapacità appresa”.

 

4) Resilienza: Cadere, apprendere e ristrutturare (  o ricostruire )

Ora facciamo un passo in avanti. Non è sufficiente resistere ai “pugni” è importante anche rialzarsi più forti di prima. Più determinati e con più capacità di prima.

Quindi quando si “cade” o si sbaglia, o si perde, è fondamentale imparare una lezione e portare con se qualcosa che ci rende più forti e più preparati. Ecco come fare:

  • Ristrutturare cognitivamente: significa trovare degli elementi positivi ( o produttivi ) in un evento, modificando il nostro modo di guardarlo: Imparando una lezione che ci rende più forti e pronti ad affrontare meglio le prossime avversità.
    Non va utilizzato in senso consolatorio, altrimenti diventa un modo per crearsi degli alibi e per raccontarsi frottole.
  • Ristrutturazione e resilienza nello sport: Nello sport chi sa ristrutturare bene le esperienze e le sconfitte presenta una marcia in più.
    Siamo condizionati da una cultura che pone eccessiva enfasi all’essere vincenti a tutti i costi e ad ogni occasione e non sappiamo gestire la sconfitta, ne abbiamo troppa paura.
    Chi utilizza, nella sconfitta la ristrutturazione, nonostante la delusione, considera la stessa come un’opportunità per migliorare e diventare più forte.
    Quello che distingue i resilienti dai vulnerabili è proprio la diversa valutazione cognitiva ( ristrutturazione ) che viene data all’insuccesso.
    I resilienti sono bravi a fare una produttiva valutazione cognitiva non solo nelle sconfitte sportive ma anche nelle avversità della vita come imprevisti, malattie, infortuni, ecc… Trovando, d’abitudine, opportunità di crescita e miglioramento in ognuna di loro.

 

5) Resilienza: Fiducia e credere di potere

Arriviamo all’ultima caratteristica per sviluppare la resilienza. In molti casi è la più importante. C’è chi la chiama fiducia in se stessi, chi la chiama FEDE, chi la chiama speranza, ecc…

Questa è la capacità di: Credere di poter raggiungere il successo!

Come la si sviluppa? Imparando ad essere consapevolmente ottimisti

L’ottimismo è un atteggiamento mentale, così come il pessimismo, non è una cosa data o acquisita. Si può imparare ad essere ottimisti. Spesso l’ottimismo o il pessimismo dipendono più dalle rappresentazioni cognitive e dalle valutazioni cognitive degli eventi che dagli eventi stessi.

Attenzione al pessimismo che porta con se molti guai:

  • Pessismisti e “permanenza”. I pessimisti tendono a concepire le avversità come stabili, durature e costanti. Questo atteggiamento mentale li blocca e non li fa impegnare duramente per il raggiungimento di obiettivi o il raggiungimento di un livello qualitativo di vita migliore.
  • Pessimisti e “pervasività”. Il pessimista di fronte ad un insuccesso tende a generalizzarlo, a estenderlo da un ambito specifico a tutte le sue qualità.
    Dopo una sconfitta a scacchi non pensa di non essere bravo a scacchi ma tende a esprimersi con frasi come: “sono un fallimento”, “sono un disastro”.

 

Conclusioni

Infine voglio lasciarti con un concetto per me molto importante:

La differenza la fai tu! Sempre e comunque. Nel bene e nel male. Nella vittoria e nella sconfitta.

Non sono gli eventi a generare il tuo stato emozionale e il tuo stato delle convinzioni. Sono le tue interpretazioni riguardo gli eventi che vivi.

Puoi raggiungere risultati straordinari!

Io lo so, quando te ne renderai conto anche tu ti troverai sulla strada buona verso il tuo personale successo!

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2 COMMENTI

  1. Complimenti bellissimo post, molto chiaro e istruttivo. Grazie 1000.

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