Mental coach e tennista, come costruire una carriera vincente!

mental coach tennisIl tennis è tra gli sport quello che presenta una maggiore percentuale di atleti seguiti da un mental coach. Forse grazie al fatto che negli Stati Uniti, i tennisti si rivolgono spessissimo alla consulenza di un specialista della preparazione mentale, e gli USA vengono presi ad esempio.

In Italia, il tennis, con non poche difficoltà sta cercando di salire la china, dal punto di vista maschile, e sta cercando di continuare a stupire per le atlete. Sicuramente, comunque, siamo lontani dai livelli dei primi al mondo. Siamo lontani non solo per i risultati, ma anche per le tecniche di programmazione di allenamento.

Senza nulla togliere alla qualità degli allenatori italiani, i tennisti, in Italia, spesso non sono preparati mentalmente per diventare tra i più forti al mondo. L’allenamento per i Campioni deve essere supportato, da un allenatore, un preparatore atletico e un mental coach.

Mental Coach e Tennista

Per rendere fruttuoso il rapporto tra il mental coach e il tennista è fondamentale stabilire quali sono le aspettative. Non solo le aspettative del tennista, ma anche quelle del suo team. Inoltre, va considerato anche il progetto che c’è dietro un tennista professionista (anche se in Italia raramente c’è un progetto concreto dietro la carriera di un atleta).

La 2° cosa importante, nel rapporto tra mental coach e tennista, è la fiducia reciproca. Io nei primi incontri con l’atleta mi occupo di creare un rapporto aperto, diretto e basato sulla fiducia. Se mi rendo conto che, per una qualsiasi ragione non è stato possibile creare un rapporto fruttuoso, non accetto l’incarico.

Il 3° fattore importante è rappresentato dalla chiarezza dell’impegno richiesto al mental coach. Infatti ci sono 3 possibilità:

  1. Creare un percorso di Coaching
  2. Creare un percorso di Coaching e Gestione delle gare ( con una presenza fisica del mental coach)
  3. Creare un rapporto di esclusività ( dove il mental coach non può accettare incarichi da altri tennisti )

Coaching per i tennisti

Per il tennista, la coaching può essere fatta in 2 situazioni:

  1. In sala, con un rapporto one-to-one con il mental coach
  2. Sul campo di allenamento, anche in presenza del resto del team

Le due tipologie diverse di coaching permettono di lavorare su aspetti diversi, vediamoli nei particolari:

1) In sala con rapporto one-to-one con il mental coach

In questo caso è possibile lavorare sui seguenti aspetti:

  • Insegnamenti teorici sulle strategie di allenamento mentale più efficaci
  • Lavoro su proprie zone d’ombra
  • Comunicazione interna e rappresentazioni interne
  • Risoluzioni di paure e traumi del passato ( che generalmente causano sabotaggi in campo )
  • Strategie di allenamento mentale per migliorare la tecnica
  • Strategie di allenamento mentale per migliorare l’atteggiamento mentale
  • Allenamento mentale per velocizzare il recupero ( affaticamenti e infortuni )

2) Sul campo di allenamento, anche in presenza del resto del team

In campo, insieme anche al suo team, è possibile:

  • Lavorare praticamente sugli aspetti imparati in sala
  • Lavorare sull’atteggiamento più produttivo da avere in allenamento e in partita
  • Imparare, praticamente, l’arte del rituale, per migliorare le performance di alcuni gesti tecnici
  • Imparare la gestione delle emozioni durante la gara ( interruzione di moduli, ricontestualizzazioni, focalizzazione e rifocalizzazione, ecc…)
  • Lavorare sul linguaggio interno ed esterno durante i gesti

Come potrai immaginare anche le coaching devono far parte del progetto.

Come deve scegliere il mental coach il tennista

Quando il tennista si convince di voler intraprendere un percorso di preparazione mentale ed emotiva, deve scegliere il mental coach. Per cercare un professionista adatto al suo intento, può seguire alcune strade:

  • Va su google e cerca “mental coach”
  • Chiede ad un altro tennista seguito dal mental coach ( spesso non è facile perchè se è alle prime coaching non si ha la sicurezza di consigliarlo )
  • Cercare un mental coach che abbia presentato il suo modello di coaching e capire se fa al caso proprio. Ad esempio io mi baso sul mio programma che si chiama “Vinci con la mente, … e con il cuore” e lo racconto in ogni articolo.

In ogni caso dopo avere avuto dei contatti con dei mental coach, il tennista del scegliere. Questa parte è fondamentale. Io consiglio di basarsi sulle proprie sensazioni.

Anche io mi baso sulle mie sensazioni e sull’effettiva motivazione del tennista. Dopo che ho parlato con un atleta per una decina di minuti, mi rendo conto se è pronto per affrontare un percorso di coaching e se è predisposto.

Non racconto nessuna favola. Sono diretto e sincero. Non prometto nulla che non possa mantenere. Ti può sembrare strano ma non accetto ogni possibile incarico. Seguo un atleta solo se è pronto ed è disposto a diventare un “Vincente”.

Ti sembrerà eccessivo, ma è così! Penso sia anche una garanzia per gli atleti con cui decido di iniziare un percorso di crescita.

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