Mental coach sportivo e alimentazione

Il ruolo del mental coach sportivo, come penso sia chiaro ormai, è quello di aiutare l’atleta o la squadra che segue a sfruttare al meglio le proprie potenzialità costruendo performance straordinarie nel momento più opportuno. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, il mental coach, lavora molto sugli stati emozionali e sui valori dell’atleta.

Questi concetti li puoi trovare su tutti i blog dei mental coach sportivi. Quello che pochi dicono e che purtroppo pochi applicano, è che per indurre un eccellente stato psico-fisico, non sono sufficienti gli incontri di coaching ma è necessario anche nutrire il corpo in un determinato modo.

Tutti sanno che per ottenere risultati straordinari è necessario imparare a gestire le proprie emozioni, e imparare ad entrare in particolari stati d’animo potenzianti. Ma non tutti conoscono le strategie per ottenere questo risultato.

Ogni volta che si prova un’emozione ( e anche uno stato emozionale ) nel nostro corpo avvengono delle reazioni chimiche che portano il corpo ad un certo equilibrio biochimico; quando cambia l’emozione, cambia anche la chimica del corpo. Vale anche al contrario, infatti quando,viene indotto (attraverso agenti esterni come alimentazione, integratori, bere, fumo, medicine, droghe, ecc…) uno stato chimico, il corpo si predispone per provare una precisa emozione o uno stato emozionale particolare.

Quindi, semplificando un po’, ad ogni stato emozionale è associato uno stato biochimico. In conseguenza, quindi, per entrare in uno stato emozionale produttivo si può agire in 3 modi:

  1. Attraverso un lavoro di coaching ( utilizzando varie tecniche: PNL, equilibrio emozionale, rebirthing, ipnosi, ecc…)
  2. Cambiando la biochimica del corpo così da indurre lo stato emozionale voluto ( non parlo di allucinogeni, ma di alimentazione e integrazione alimentare )
  3. Un misto di coaching sportive e corretta alimentazione + corretta supplementazione.

Ovviamente io preferisco il 3° punto, anche perchè i risultati restano straordinari nel lungo periodo. Il 1° punto aiuta a crescere, ma quando manca la motivazione si rischia di ricadere nei comportamenti sbagliati e negli stati emozionali non produttivi. Il 2° invece aiuta il corpo a migliorare ma non fa crescere l’atleta come persona e non gli fa prendere coscienza dei miglioramenti che sta ottenendo.

Insomma, per ottenere risultati straordinari nel tempo è necessario unire al mental coaching sportivo anche un regime alimentare corretto.Per questo penso che il mental coach debba avere eccellenti competenze sull’alimentazione e la micronutrizione. Anche li dove è già presente un nutrizionista bisogna essere capaci di interagire con lui.

 

Concludo raccontandoti di una mia esperienza.

Durante una coaching sportiva, mi accorgo che l’atleta era stanco oltremodo e demotivato, e per quanto cercassi di fargli cambiare atteggiamento gli sforzi risultavano vani. Guardandolo, e conoscendolo come uno sportivo molto motivato, ho iniziato a “testare” ( tecnica di chiniesologia, utilizzata anche in campo medico, che permette di conoscere alcune informazioni relativa all0 stato psicofisico di una persona ) il suo livello di nutrizione. Aveva un livello di ferro basso ( poi confermato dalle analisi del sangue ). Avendo poco “ferro” il sangue non si ossigenava correttamente e non riusciva a smaltire la stanchezza. Grazie alle conoscenze di alimentazione e di micronutrizione, in accordo con il medico, l’atleta ha preso un integratore di vitamina C, fondamentale per l’assimilazione del ferro (spesso prendere come integratore il ferro non è sufficiente e in alcuni casi potrebbe anche rivelarsi dannoso).

Dopo pochi giorni ( circa 8 ) era tornato l’atleta che conoscevo, pieno di passione e voglia di sudare e allenarsi. Questo piccolo aneddoto è per far capire quando può fare la differenza nel mental coaching sportivo la conoscenza dell’alimentazione corretta e della micronutrizione.

Infatti nel programma “Vinci con la mente” una parte importante è proprio lo studio della nutrizione specifica per l’atleta che viene seguito.

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