Preparazione mentale alla gara!

gruppo_autostimaLa maggioranza degli atleti, anche professionisti, non sanno prepararsi correttamente prima di una gara. Non parlo della preparazione fisica e neanche della preparazione tecno-tattica, ma di quella che fa la differenza tra una prestazione normale o deludente e una prestazione straordinaria.

Parlo ovviamente della preparazione mentale alla gara!

La maggioranza delle persone non fa nessuna preparazione e qualcuno la fa attraverso il buon senso dell’allenatore.

Ci sono molti modi improduttivi di approcciarsi alla gara, vediamo cosa fanno gli atleti generalmente:

  • C’è chi arriva alla gara scarico, o con un livello di tensione inadeguato, e prova difficoltà ad entrare in gara, a spezzare il fiato, a rendere al meglio, e a volte non riesce a fare le cose che ha provato e riprovato in allenamento.
  • C’è, invece, chi arriva alla gara consumato, o con un’eccessiva tensione e stress, e cosa succede? A volte riesce a partire molto carico, ma non riesce a mantenere un buon livello di intensità per tutta la gara. A volte non la si finisce neanche la gara, a causa di crampi o infortuni muscolari. Spesso chi entra in campo ( in pedana, in acqua, ecc…) con un livello di tensione eccessivo, non riesce a gestire i momenti della sua prestazione rovinandola con degli errori grossolani ( sabotaggi )
  • Poi c’è il caso di chi entra in campo in uno stato emozionale completamente improduttivo come: Rabbia, frustrazione, paura, ansia, convinzione di aver perso in partenza, sottovalutando l’avversario, ecc… Non c’è neanche bisogno di commentare questa ipotesi. Secondo te che risultati potrebbe ottenere l’atleta in questione?
  • Caso di eccessiva motivazione, o motivazione artificiale. Questo è un caso poco conosciuto dalla maggioranza degli atleti e degli allenatori. Si è abituati  a vedere i film di Roky Balboa o altri e pensare che bisogna prima soffrire, poi allenarsi al freddo, poi perdere tutto e infine si è pronti a vincere caricandosi a molla. Non sempre funziona, o meglio, non è la strategia adatta per fare una peak performance ( prestazione ottimale ) e ripeterla nel tempo.
  • L’ultimo caso è quello dell’atleta che entra in campo con convinzioni depotenzianti o limitanti. Convinzioni sull’impossibilità di vincere ( o fare un’eccellente prestazione ) a causa di eventi fuori dal proprio controllo come: eventi atmosferici, condizioni del campo, forze in campo, situazioni successe in passato, problemi con i giudici ( o arbitri ), condizione atletica non ottimale, ecc…

In alcuni casi, e non è raro, si possono avere anche una somma delle situazioni precedenti.

La domanda corretta da porci ora è: Quale è un modo ottimale per entrare in campo e fare una prestazione ottimale?

“Entrare in campo con un livello di tensione nervosa ottimale, 
Ottima fiducia in se stessi e nelle proprie capacità,
Ottime convinzioni su poter fare una prestazione ottimale
Ottima preparazione mentale ed emotiva”

Potresti pensare che sia difficile ottenere tutto ciò. Dipende dal tuo livello di partenza. Sicuramente è lo stato a cui deve tendere un atleta che vuole vincere, fare una peak performance e soprattutto diventare un Campione.

Spesso ripeto la frase:

“Non importa se è facile o difficile, importa stabilire se è utile per i propri obiettivi!”

Quindi io non valuto neanche se è difficile farlo. Ma mi chiedo come posso riuscire ad entrare in campo in quel Coaching risultatimodo, e con quella straordinaria preparazione mentale?

Per arrivare in a fare una peak performance è necessario prepararsi e allenarsi tanto, anche è soprattutto dal punto di vista della propria gestione emozionale e della propria gestione dei pensieri. Per chi è ben allenato, poi, basta fare delle semplici operazioni ( ad esempio il riscaldamento mentale per atleti ) per essere pronto ad una prestazione eccellente.

Per arrivare allo stato psico-fisico ottimale ( ad un livello molto più alto di quello normale ) prima di una gara è necessario lavorare sulle seguenti aree:

  • Lavoro sulle convinzioni.
    Per ottenere grandi risultati è fondamentale avere delle convinzioni potenzianti che siano la spinta e che siano il sostegno della propria autostima. Convinzioni sui risultati che è possibile raggiungere, sulle proprie capacità, ecc…
    Un lavoro ottimale prevede la distruzione delle convinzioni depotenzianti e la creazione e il rafforzo delle convinzioni potenzianti.
  • Cura e gestione della Fisiologia.
    Da studi fatti è stato provato che le emozioni dipendono in gran parte dall’utilizzo della nostra fisiologia e dal suo stato, inoltre, sono relazionate in maniera biunivoca ad essa. Chi utilizza al meglio la fisiologia, riesce a entrare facilmente in dati emozionali ottimali per competere.
  • Gestione del linguaggio.
    Il linguaggio crea la nostra realtà. Il linguaggio è uno dei filtri con cui rappresentiamo le nostre esperienze e la nostra interpretazione della realtà. Il linguaggio, interno ed esterno, può essere un freno determinante o il nostro miglior alleato. Tu come utilizzi il tuo linguaggio?
  • Allenamento mentale specifico alla gara.
    Per diventare un campione, bisogna essere preparati atleticamente, tecnicamente, tatticamente e mentalmente. Per esserlo è necessario l’allentamento. Anche la preparazione mentale può essere allenata. E attraverso il mental training è possibile migliorare consistentemente i propri risultati!
  • Gestione degli stati emozionali, induzione dello stato emozionale magico”.
    Esiste, per ognuno di noi, il proprio “stato emozionale magico”, se entriamo in quel particolare stato, riusciamo a fare le cose bene e facilmente, spesso riusciamo ad andare oltre i nostri limiti e generalmente in questo stato riusciamo a fare una peack performance ( prestazione ottimale ). Ognuno di noi ha un suo personale mix di emozioni che formano questo stato emozionale speciale. Bisogna scoprire qual’è e imparare ad entrarvi nel momento più opportuno.

Per chi è preparato sui punti precedenti ora è possibile fare la…

Preparazione mentale alla gara

A questo punto, la preparazione alla gara è decisamente facile. Basta fare solo alcune operazioni di riscaldamento mentale e si è pronti a gareggiare al meglio.

I passi per il riscaldamento mentale sono i seguenti:

  1. Entrare nello stato emozionale “magico” attraverso il corretto utilizzo della fisiologia.
  2. Riprendere mentalmente i propri punti di forza.
  3. Se si ha una propria frase, ripeterla mentalmente.
  4. Ripetersi l’obiettivo di prestazione per la gara.
  5. Visualizzare l’inizio della gara provando uno stato emotivo produttivo

Ognuno dei punti precedenti, per gli atleti ben allenati, dura poco e ha un effetto straordinario.

Per chi non è preparato mentalmente ed emotivamente, potrebbero non sortire l’effetto desiderato. Quello che spesso dico agli atleti che seguo è che si vince solo dopo essere diventati vincenti. Il mental training serve per sviluppare la mentalità vincente e per arrivare alle gare pronti a fare la prestazione ottimale.

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