Sconfitta o Maestro?

Coaching3Un’immagine che ho visto su Facebook mi ha ispirato questo articolo. Era da tanto tempo che volevo comunicarti quello che davvero penso delle sconfitte, delle lezioni che dobbiamo imparare e sopratutto dell’atteggiamento da avere di fronte alle difficoltà.

“Se vuoi vedere l’arcobaleno, devi sopportare la pioggia.” – Dolly Parton

La società e lo sport vogliono far passare necessariamente il concetto che il vincente è tale per il talento che ha. Il Campione ha un dono venuto dall’alto e quindi è un predestinato, e altre cavolate del genere.

Quello che pochi sanno è che la maggioranza dei Campioni è stata disposta a soffrire molto più degli altri, spesso accettando situazioni  quasi inaccettabili per la maggioranza delle persone e credendo di poter raggiungere la vetta anche quando le cose andavano male.

Pochi sanno che Messi per anni, da bambino, per curarsi di una malattia che non lo faceva crescere si iniettava l’ormone GH da solo con una siringa nella gamba. E pochi sanno che i primi mesi che Messi è rimasto solo con il padre a Barcellona, lui piangeva tutti i giorni perchè gli mancava la famiglia e gli amici.

Messi è un Campione perchè ha affrontato le difficoltà della sua vita a testa alta ed è andato avanti, lavorando tantissimo, allenandosi tantissimo, per raggiungere quello che ha raggiunto.

Pochi sanno che Cristiano Ronaldo si allena più dei compagni di squadra, da anni (quasi dall’inizio della carriera) resta dopo gli allenamenti a calciare per migliorare le sue capacità balistiche. Tutti pensano che sia grazie al suo talento ma invece è che lui è disposto a fare qualcosa in più.

I Campioni e le difficoltà

Noi siamo abituati a vedere solo la punta dell’Iceberg e pensiamo che quello che vediamo è qualcosa di innato. Quello che pochi sanno sugli atleti che diventano professionisti è che hanno una grande voglia di rialzarsi ogni volta che “cadono”; ogni volta che incontrano una difficoltà sono disposti a lottare con le unghie e con i denti per uscirne fuori e continuare a lavorare per il loro sogno.

Io penso, grazie alla mia esperienza decennale di mental coach, che la differenza non la fa MAI il talento. La differenza la fa la capacità di affrontare ( imparando a dare significati vincenti ) le sconfitte, le cadute, gli infortuni, le scelte scellerate di allenatori staff, società, federazioni, ecc…

La vita e i Maestri

La vita è particolare, ci da proprio quello che chiediamo con insistenza e proprio quello che pensiamo di meritare. Se per crescere abbiamo bisogno di imparare una lezione importante, la vita ci crea le opportunità per impararla. Queste opportunità non sempre sono piacevoli da vivere, anzi spesso non lo sono.

La maggioranza delle persone di arrende pensando che è ingiusto, che sono stati sfortunati e si creano tanti altri alibi. Pochi, si prendono la responsabilità dei loro risultati, decidono di mettere in discussione i loro comportamenti e il loro pensieri e affrontano con coraggio e determinazione quella sfida. Alla fine imparano la lezione è diventano ancora più forti.

Se non impari la lezione nell’esperienza che hai appena vissuto allora la vita ( o il Maestro ) ti metterà di fronte ad un’altra esperienza (a volte anche più dolorosa e complicata) per farti crescere, e si va avanti finché non l’avrai imparata.

Atteggiamento del Campione

Quello che insegno ai miei atleti è l’atteggiamento del Campione. La capacità di dare dei significati vincenti alle esperienze della vita ( dolorose o meno ) e ad imparare sempre qualcosa. A volte mi prendono in giro perchè faccio tante domande e ad esempio chiedo loro:

  • Cosa hai imparato da questa situazione?
  • Come puoi sfruttare questa “caduta” per diventare più forte?
  • Come puoi migliorare … attraverso …?
  • Cosa cambierai da oggi in poi per ottenere…?

E poi tante altre domande ancora. L’atteggiamento del Campione lo si costruisce capendo soprattutto che per tutti una “sconfitta” ( non parlo solo di sport ) è un’evento nefasto. Per i Campioni una “sconfitta” è un’opportunità per diventare più forti, è un Maestro straordinario. A patto si essere disposti ad accettare e carpire il suo insegnamento!

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