Strategie per scaricare la tensione dopo una gara.

Spesso succede che le squadre che giocano in Champions league ( martedì o mercoledì ) non riescono a fare buone prestazioni nella successiva partita di campionato. Risultano scariche e non sufficientemente lucide.

Ma è un problema fisico o mentale?

La causa spesso è la cattiva gestione della tensione! Dopo la partita di Champions i giocatori hanno difficoltà a staccare la spina, a scaricare la tensione nervosa e ad assorbire l’adrenalina. Poi nei giorni successivi quando il corpo sta tornando ad un livello di tensione più basso arriva la partita di campionato. Non tutti i giocatori, poi, riescono a far ricrescere la tensione al giusto valore, e rischiano di iniziare la partita scarichi. Magari riescono a correre molto ma giocano sotto tono.

Ma si può giocare tante partite consecutive tutte al massimo?

Il problema, per i professionisti del calcio, allenati con eccellenti tecniche di allenamento fisico, non è la tenuta atletica. La maggioranza delle volte quando un calciatore non riesce a recuperare, dopo 2-3 giorni le fatiche di una partita, il problema non è atletico ma mentale. La tensione mentale quando non è ben gestita “consuma” le energie nervose e fisiche del corpo. Se un calciatore non deve recuperare da colpi o da piccoli infortuni, potenzialmente riesce a recuperare le fatiche atletiche in poco tempo.

Si quindi, si può giocare tante partite consecutive al massimo. L’importante è gestire al meglio il recupero post partita e la gestione della tensione dalla fine della partita fino all’inizio di quella successiva.

Quali sono le migliori strategie per scaricare la tensione dopo una gara?

Il principio è straordinariamente semplice. Per scaricare la tensione bisogna staccare la spina. Bisogna imparare a capire che da poco dopo la fine della partita, quest’ultima fa parte del passato e non del presente. Inoltre, da aggiungere, bisogna riposare bene e in maniera ottimale ( respirazione ). Ma passiamo alle strategie:

  • Rilassamento autoindotto.
    Sono tecniche per rilassare tutti i muscoli attraverso un mix di respirazione e visualizzazione.
  • Tecniche per dormire bene.
    Non è sufficiente dormire, bisogna anche riposare bene, per ricaricare le batterie e per abbassare i livelli di tensione.
  • Alimentazione e micronutrizione.
    Anche se pochi lo sanno ma l’alimentazione e la micronutrizione sono molto potenti per gestire al meglio la tensione, sono molto utili per assorbire l’acido lattico e per gestire la propria adrenalina.
  • Ridere e divertirsi.
    Un altro modo, molto semplice ed efficace è quello di fare qualcosa di divertente, che distrae completamente e che ci porta a ridere tanto e di gusto.
  • Fare l’amore con la propria compagna. 
    Il sesso è decisamente terapeutico. Sia dal punto di vista biochimico, che dal punto di vista mentale. Scarica la tensione, produce molte sostanze che aiutano il corpo, e migliora il proprio stato emotivo.
    Il sesso, comunque, funziona per il nostro scopo, soprattutto se fatto con una persona amata. L’ideale con la propria compagna. Il problema delle avventure di una notte è che spesso sono frutto di serate in locali con tanto di alcol  (nel migliore dei casi), raramente si va a dormire prima delle 3-5 del mattino. Insomma intossica e toglie il riposo.
  • Utilizzare tecniche di PNL per la gestione emotiva.
    Questa strategia, se si viene seguiti da un mental coach è molto efficace.

Soluzioni individuali o di gruppo.

Quando si parla di strategie che aiutano la gestione mentale ed emotiva degli sportivi, ci si chiede spesso se sono più efficaci strategie individuali o  quelle di gruppo.

La prima considerazione che va fatta è che ogni corpo reagisce in maniera diversa e con tempi diversi agli stimoli. Quindi, si potrebbe essere portati a pensare che sono migliori le strategie individuali.

Ma per gli sport di squadra, è importante condividere le esperienza e soprattutto la tensione di una squadra deve essere ottimale durante la partita. Quindi meglio attività di gruppo.

Come spesso accade, la verità è nel mezzo. Un mix di strategie individuali e di gruppo permette di ottenere il risultato migliore.

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