5 Frasi che distruggono l’Autostima dei tuoi figli – Smetti Subito!

Se hai figli è fondamentale!

Smetti di pronunciare queste 5 frasi + 1 devastante che distruggono l’autostima dei tuoi figli!

E se non hai figli, sei o sei stato/a figlio/a e quindi puoi imparare a sganciarti dalle frasi improduttive che ti hanno detto per tanti anni i tuoi genitori.

 5 Frasi che Distruggono l’Autostima dei Tuoi Figli: Smetti Subito!

L’autostima non è un dono innato: nessuno nasce con una buona autostima, ma tutti abbiamo il dovere e la possibilità di svilupparla nel tempo. Come genitori, le parole che usiamo hanno un potere immenso e possono costruire o, purtroppo, demolire la sicurezza interiore dei nostri figli.

Esistono cinque tipologie di frasi (più una “bonus” particolarmente pericolosa) che dovresti smettere di dire immediatamente se vuoi proteggere la crescita dei tuoi ragazzi.

1. Le Etichette Negative (“Sei un…”)

Dire a un bambino “sei un testone”, “sei pigro” o “sei un incapace” crea delle vere e proprie etichette negative. Se ripetute, queste frasi generano quella che viene chiamata “incapacità appresa” e si trasformano in convinzioni identitarie. Quando un ragazzo inizia a pensare “io sono ansioso”, inizierà a interpretare ogni realtà attraverso quel filtro, condizionando il suo comportamento futuro nonostante possieda tutto l’hardware cerebrale per riuscire in qualsiasi cosa [2, 3].

2. Le Sentenze Negative (“Non farai mai nulla di buono”)

Frasi come “non riuscirai mai” o “sarai un fallito” sono sentenze pesantissime che possono radicarsi nella mente di un figlio. Spesso racconto di come un’insegnante disse a mia madre che non sarei mai riuscito a comunicare correttamente, suggerendo una scuola tecnica. Fortunatamente, non ho creduto a quella sentenza e sono diventato un comunicatore, dimostrando che le sentenze altrui non devono definire il nostro futuro.

3. L’Amore Vincolato (“Vai bene solo se…”)

Questa è una delle forme più sottili e dannose: far sentire il proprio figlio meritevole di amore solo se ottiene determinati risultati o se si comporta esattamente come vogliamo noi. È fondamentale far sentire i figli amati e speciali anche quando non sono in linea con le nostre aspettative personali come genitori. Accettare che siano persone diverse da noi è un grande salto di qualità educativo.

4. Dare per Scontato il Successo

Molti genitori intervengono solo per correggere i fallimenti, dando per scontati i buoni risultati. La mente umana, invece, funziona al meglio con un rapporto di 80% riferimenti positivi e 20% correzioni. Imparare a dire “bravo” o “brava” e festeggiare i piccoli miglioramenti è essenziale per la felicità e l’apprendimento di un ragazzo.

5. Identificare il Figlio con un Risultato Negativo (“Non sei portato”)

Dire “non sei portato per la matematica” o “non sei portato per lo sport” dopo un errore è un grave errore educativo. Le neuroscienze hanno dimostrato che non esistono persone “portate” o “non portate”: abbiamo tutti la facoltà di sviluppare abilità straordinarie applicando le giuste strategie per un tempo sufficiente. Insegniamo ai ragazzi ad affrontare le difficoltà invece di etichettarli in base a un singolo risultato.


Un Avvertimento sulle Diagnosi

Un punto cruciale riguarda le diagnosi di disturbi dell’apprendimento o dell’attenzione. Non bisogna mai fermarsi a un semplice test, che potrebbe essere influenzato da mille fattori momentanei. Una diagnosi seria deve essere firmata da uno psichiatra che se ne assuma la responsabilità. Anche in presenza di una difficoltà reale, l’atteggiamento corretto è chiedersi: “Come posso permettere a mio figlio di esaltare le sue abilità speciali nonostante questa situazione?”

Cosa fare se queste frasi le hai subite tu?

Se sei stato un figlio cresciuto con queste etichette, sappi che puoi trasformare la tua vita. Il primo passo è la consapevolezza di quali frasi ti sono state ripetute. Successivamente, è possibile lavorare sulle proprie neuroassociazioni e convinzioni limitanti, magari con il supporto di un mental coach del gruppo Vinciconlamente, per sciogliere i nodi del passato e ricostruire la propria autostima.

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