3 Cose che avrei voluto sapere a 20 anni! (e che nessuno mi ha mai detto)

Queste 3 cose le ho imparate a travate in faccia!

La 2° è stata la più dolorosa e sarà quella che non vorrai capire.

La 3° ti può rendere ricco e la 1° ti permetterà di goderti di più il tuo percorso di vita!

Tu ascolta e poi fai di testa tua!

3 Cose che avrei voluto sapere a 20 anni (e che nessuno mi ha mai detto)

Ci sono insegnamenti fondamentali che si apprendono solo a “trambate in faccia” e dopo averci sbattuto duramente il muso. Se hai vent’anni, ascolta queste parole ma continua a fare sempre di testa tua: il tuo futuro, i tuoi successi e i tuoi insuccessi appartengono soltanto a te. Se invece sei genitore, custodisci queste lezioni e valutale per i tuoi figli.


1. Fregatene altamente del giudizio degli altri

Può sembrare un consiglio scontato, ma metterlo in pratica è una delle sfide più complesse in assoluto. Nella tua testa, le critiche e le opinioni altrui devono avere un valore pari a zero.

A vent’anni capita spesso di vivere una vita reale e una parallela dentro la propria mente, ostaggio di una vocina continua: “Cosa penseranno se faccio questa scelta? E se sbaglio?”. Assecondare questo meccanismo significa prendere decisioni basate sulle aspettative esterne, allontanandosi dai propri valori e dai propri reali obiettivi.

Fin da piccoli veniamo abituati al giudizio attraverso la scuola, la famiglia e le regole sociali, innescando il deleterio ciclo del giudizio: giudichiamo l’esterno e noi stessi; più giudichiamo gli altri, più giudichiamo noi stessi, e più siamo vulnerabili alle opinioni esterne. Se durante l’adolescenza cercare l’approvazione del gruppo serve a definire la propria identità, dopo è fondamentale camminare a testa alta per la propria strada. Le critiche vanno accolte soltanto se offrono informazioni costruttive, ma la decisione finale deve rimanere esclusivamente tua.

La favola del padre, del figlio e dell’asinello

Un padre e un figlio andavano al mercato a piedi conducendo un asinello con la briglia, finché i passanti li derisero per lo sforzo inutile avendo un animale da cavalcare. Salito il padre sull’asino, la gente iniziò a criticarlo definendolo ingrato ed egoista verso il giovane. Invertiti i ruoli, i passanti accusarono il figlio di non rispettare il genitore stanco. Quando decisero di salire entrambi in groppa, vennero contestati per l’eccessivo carico imposto alla povera bestia.

La morale: qualunque cosa farai ci sarà sempre qualcuno a cui non andrà bene e che ti giudicherà lo stesso. Non potrai mai piacere a tutti: impara a non dare peso alle critiche altrui.


2. Quando un ciclo è chiuso, chiudilo davvero (e definitivamente)

Questa è la lezione più dolorosa di tutte, ma una volta compresa cambia radicalmente la qualità della vita. La natura stessa ci insegna che tutto si muove a cicli: il sole sorge, illumina la giornata, tramonta e lascia spazio alla notte. Ogni esperienza umana ha un inizio, un’evoluzione e una fine.

Trascinare rapporti lavorativi, relazioni sentimentali, hobby o passioni ormai al capolinea porta soltanto a errori pesanti e a un inutile accumulo di sofferenza:

  • I costi del rimandare: non aver chiuso un ciclo al momento giusto ha portato in passato a un debito di 70.000 €.
  • Le conseguenze fisiche ed emotive: non aver lasciato una squadra di basket a tempo debito si è trasformato in un brutto infortunio e in un anno vissuto malissimo.

Se un lavoro o una storia non hanno più nulla da offrirti, volta pagina. Anche se provi una forte sofferenza e sembra mancare il fiato, quel dolore è indispensabile per chiudere un capitolo e fare spazio a nuove opportunità.


3. Crea e investi in asset (Sviluppa la tua “Asset Mentality”)

Capire e applicare questo principio a vent’anni permette di costruire una reale prosperità economica nel lungo periodo. Un asset è qualsiasi struttura o conquista capace di produrre risultati e valore continuo nel tempo.

Gli asset su cui puntare con decisione comprendono:

  • Asset di competenze e abilità: sviluppare capacità pratiche e richieste dal mercato, come ad esempio la capacità di comunicare efficacemente in pubblico.
  • Asset strutturali e finanziari: avviare attività in grado di generare flussi di cassa (cash flow) indipendenti dal proprio impegno orario quotidiano.
  • Asset relazionali: coltivare una rete solida di networking e relazioni di valore.

Dopo gli anni scolastici e universitari dedicati a colmare lacune, focalizzarsi su abilità concrete e adottare ovunque una vera e propria asset mentality consente di costruire basi solide i cui frutti si raccolgono nel tempo.


Cosa ne pensi di queste tre lezioni? Quale di queste stai affrontando in questo momento della tua vita? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!

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