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Sviluppa una mentalità vincente con le 5 regole!

Per vincere bisogna assolutamente sviluppare una mentalità vincente. Ma come si fa?

Questa domanda la sento spesso fatta dai giornalisti agli sportivi che hanno conseguito un eccellente risultato. Le risposte sono le più varie. Se mi avessero chiesto a me, come si sviluppa una mentalità vincente io avrei risposto semplicemente: Vincendo!

Ora potresti pensare che questo concetto è come un cane che si morde la coda. Se per vincere bisogna sviluppare la mentalità vincente e per farlo bisogna vincere, qualcosa proprio non torna.

L’equivoco sta nel fatto che è sbagliata la concezione della vittoria. Non si vince solo primeggiando in gara contro avversari, ma si vince in tanti altri modi.

Di seguito ti presento le mie 5 regole per essere sviluppare una mentalità vincente:

REGOLA N°1: IMPARA A PERDERE

Sembra un controsenso, ma se vuoi diventare un vincente devi imparare a perdere. Non nel senso comune, quello di accettare in maniera dimessa la sconfitta. Si impara a perdere, quando succedono le seguenti cose:

  1. Accetta la sconfitta come un tassello importante per la crescita della propria carriera
  2. Si impara dalle sconfitte. Non a parole. Ma dietro una sconfitta sono nascosti i segreti per vincere e per vincere anche a livelli superiori. Bisogna saper imparare a capire non solo cosa migliorare tatticamente o tecnicamente, ma soprattutto cosa migliorare del nostro approccio mentale ( che vi assicuro fa davvero la differenza )
  3. Si valuta la gare razionalmente, valutando anche cosa è andato bene e creando riferimenti importanti che sono i punti di partenza per una prossima sfida. Nella maggioranza dei casi dopo una sconfitta ci si concentra solo su ciò che è andato male. Questo crea riferimenti negativi e soprattutto rischia di far iniziare un periodo difficile per l’atleta o per la squadra.
  4. Eliminare le scuse, eliminare gli alibi. (vedi prossimo punto)

REGOLA N°2: GLI ALIBI LASCIALI AI PERDENTI

Questa regola è la più difficile da applicare. Ogni qual volta qualcosa va storto la maggioranza degli atleti trovano mille ragioni per dimostrare che la sconfitta non è loro responsabilità. Si creano mille alibi e mille scuse.

La verità è che i vincenti si concentrano solo sulle situazioni che possono controllare o influenzare. Si prendono la responsabilità delle sconfitte e i meriti delle vittorie. Se le condizioni al contorno non sono perfette si concentrano sulle soluzioni e non sul fatto che in quella situazione non possono rendere al meglio.

Quando un atleta riesce ad eliminare la propensione a crearsi o a cercare alibi e si prende davvero la responsabilità dei suoi risultati già è un vincente.

REGOLA N°3: IMPARA A SUPERARE I TUOI LIMITI

Le vittorie avvengono su tanti livelli diversi. Non si vince solo gareggiando contro un avversario, ma spesso si può vincere anche gareggiando contro se stessi, o meglio contro i propri limiti. Non solo limiti relativi alle prestazioni, ma anche e forse soprattutto i limiti creati mentalmente ed emotivamente.

Io mi concentro molto sul formare gli atleti che seguo da questo punto di vista. Per sviluppare una mentalità vincente è fondamentale essere disposti a superare i propri limiti, essere disposti a mettere in discussione alcune proprie convinzioni depotenzianti, essere disposti ad accettare di essere un numero 1.

Io festeggerei più quando si raggiunge un nuovo livello di consapevolezza, sportiva, atletica, emozionale o mentale, che quando si vince contro un avversario. Spesso la vittoria in campo è una conseguenza della nuova condizione psicofisica raggiunta attraverso una rinnovata mentalità vincente.

REGOLA N°4: DAI I GIUSTI SIGNIFICATI AI TUOI RISULTATI

Una volta lessi su un libro, che la felicità di una persona era proporzionale alla capacità di dare i giusti significati agli eventi che gli capitavano. E il più importante passo verso una crescita interiore andava fatto attraverso la razionale scelta dei giusti significati.

Dopo oltre 10 anni, mi convinco sempre di più della veridicità di questo concetto.

Uno sportivo che sa dare il giusto significato ad una vittoria, ad una sconfitta, ad una decisione arbitrale, ad un infortunio, ecc… generalmente riesce ad affrontare nel migliore dei modi l’evento.

Il modo migliore per imparare questa dote è quello di porsi le domande giuste, domande produttive. Un mental coach bravo, raramente da la soluzione al proprio atleta ma gli pone la corretta domanda. L’atleta è preparato per trovare da solo la risposta.

REGOLA N°5: VIVI IL PRESENTE

Non mi stancherò mai di dire questo concetto. Vivi il presente, è l’unico momento che esiste. Il passato non esiste il futuro non esiste, ne esistono sono delle loro rappresentazioni.

Un esempio è quello del calciatore che si avvicina al dischetto del rigore. In quei momenti in testa gli possono passare moltissimi pensieri diversi, e quasi sempre non relativi al presente. Potrebbe pensare a dove si può tuffare il portiere, a cosa succedere se sbaglia il rigore, a dove deve tirare il rigore, alla paura di rifare lo steso errore di quella volta che…, ecc… Tutti pensieri che non sono nel presente. Il modo migliore per gestire quel momento è concentrarsi sulle proprie sensazioni fisiche, sul respiro, e sulla propria consapevolezza. Ogni rigorista ha calciato migliaia di palloni verso la porta e sa esattamente tirare il pallone dove vuole. Il proprio corpo sa già cosa fare, spesso è la mente che gli da il comando sbagliato o giusto, in quel momento.

L’atleta che riesce a essere nel presente, soprattutto mentalmente, durante lo sforzo atletico, durante la partita rende molto di più di quanto possa immaginare. I vincenti sanno vivere il presente durante la gara, a volte sembrano in stato ipnotico e in stato di grazia.

Per sviluppare una mentalità vincente bisogna assolutamente imparare a vivere nel presente.

 

Queste sono le mie 5 regole per sviluppare una mentalità vincente. Quando seguo un atleta, spesso mi accorgo che per vincere gli manca l’applicazione di una di queste 5.

Mi rendo conto che alcune non sono facili, ma vincere non sempre lo è, e soprattutto quando dico che non tutti possono vincere nello sport è perchè non tutti sono disposti a mettere in discussione i loro comportamenti come ad esempio il crearsi alibi!

 

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4 COMMENTI

  1. Buon giorno, mio figlio è atleta di Taekwondo agonistico, in allenamento è un fenomeno ma in gara (durante il combattimento) riesce a portare solo il 50 % delle sue potenzialità….Per non dire che all’ inizio della competizione si presenta fiacco….verso il secondo round ( l’ incontro è composto da 3 round) si riprende, e recupera alla grande, però a volte non è sufficiente a vincere come dovrebbe….
    Come posso fare per aiutarlo?? io penso che lui non voglia deludere il couch e noi genitori… quindi va in ansia da prestazione…
    Mi può aiutare?

    • Salve Maria Teresa
      le ho risposto per email

      cordiali saluti

  2. Salve, complimenti per l’articolo molto ben strutturato ed utile. Non come i soliti post che banalmente trattano questo argomento delicato perchè spesso si opera su dei ragazzini.
    Ho una domanda per lei se gentilmente mi può chiarire questo dubbio: mentalità vincente e spirito di competizione sono la stessa cosa? Spesso ai miei ragazzi manca la seconda, posso lavorare su questi punti o devo approciarmi in modo diverso?

    Grazie molte, Daniele

    • Ciao Daniele
      Lavorare con i ragazzi è complesso ma molto gratificante.
      Mentalità vincente e spirito di competizione sono cose diverse. Generalmente chi sviluppa un’ottima mentalità vincente è anche molto bravo a competere e sente dentro di se la voglia di competere e di dare tutto per vincere.
      Se al tuo gruppo manca lo spirito di competizione è importante che tu ci lavori negli allenamenti: sfide interne, esercizi con premi, il primo che …
      Ovviamente utilizza molto il divertimento e la comunicazione con ognuno di loro perchè le persone ( e anche i tuoi ragazzi ) sono uniche e motivate da cose diverse.
      Mi auguro di esserti stato d’aiuto. In bocca al lupo

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