Allenamento mentale: Calcio di rigore

calcio di rigore

Ti ricordi il rigore segnato da Grosso ai mondiali 2006? Campioni del mondo!!!

Oppure i dolorosi rigori di Baggio e Baresi nella finale del mondiale contro il Brasile, negli stati uniti. E il rumore della traversa del rigore di Di Biagio di Francia 1998? un suono drammaticamente distinto tra i numerosissimi tifosi delle squadre.

Il calcio di rigore ha caratterizzato spesso dei momenti calcistici, grazie al suo enorme impatto emozionale e alla sua importanza pratica. L’allenamento mentale può essere un grande aiuto per chi vuole diventare un eccellente rigorista.

In questo post voglio parlarti dell’allenamento mentale per il calcio di rigore.

Il rigore è un momento decisamente importante per chi lo calcia. Sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista emotivo che dal punto di vista delle opportunità.

Saper calciare correttamente un rigore è fondamentale per il rigorista. Molti, erroneamente pensano, che sia solo una questione tecnica, ma non sanno che è soprattutto una questione emotiva e mentale. Tutti i calciatori professionisti sono capaci di calciare il pallone forte vicino al palo o dove altro vogliono, il problema è farlo con la giusta freddezza e con la giusta concentrazione e soprattutto segnando.

Prima di spiegare l’allenamento per il calcio di rigore, voglio presentarti alcune insidie che si nascondono dietro questo gesto tecnico:

  • Paura di sbagliare
  • Ricordi di rigori sbagliati
  • Pensieri improduttivi quali:
    – cosa succede se sbaglio
     – cosa succede se segno
    – cosa penseranno di me …
    – quel portiere è proprio grosso (o bravo, imbattibile, ecc… )
    – 
  • Battiti troppo accelerati
  • Stati di ansia e paura
  • ecc…

Insomma dietro un gesto tecnico decisamente semplice si nascondono moltissime insidie. Generalmente derivanti da una cattiva gestione emotiva e una cattiva gestione mentale.

Per calciare un rigore in maniera eccellente è fondamentale:

  1. Allenarsi a tirare i rigori
  2. Studiare i portieri avversari
  3. Allenarsi mentalmente per il calcio di rigore

I primi 2 passaggi li lascio alla gestione allenatore/calciatore

Per l’allenamento mentale per il rigore, ti svelo quali sono i passaggi per imparare  tirare un rigore ottimo, sia dal punto di vista stilistico che dal punto di vista emotivo e mentale.

Allenamento mentale: calcio di rigore

Ci concentreremo sui seguenti aspetti:

  1. Preparazione al gesto tecnico
  2. Preparazione allo stato mentale ottimale
  3. Spegnere la mente e dare il comando esatto
  4. Convinzioni produttive

1) Preparazione al gesto tecnico

Il primo passaggio per tirare un buon rigore è essere molto ben preparati al gesto tecnico. L’ideale è avere uno stile preciso. Poi, attraverso una tipologia di allenamento mentale detto anche “potere dell’anticipazione” è possibile ripetere e allenarsi senza doverlo fare fisicamente.

2) Preparazione allo stato mentale ottimale

Come ho scritto prima la mente può giocare brutti scherzi gli istanti prima del calcio di rigore. Bisogna imparare a spegnere la mente, e calciare con totale concentrazione e determinazione. Inoltre, bisogna entrare in uno stato emozionale produttivo, nel quale tutto ci sembra più facile e nel quale ci sentiamo imbattibili.

Per ottenere questo mix di concentrazione e stato emozionale produttivo ci viene in aiuto una tecnica di allenamento mentale che si chiama “ancoraggio”. In pratica, questa tecnica, permette di ancorare un particolare stato d’animo ad un gesto preciso ed inequivocabile che può essere utilizzato come “interruttore”. Basta accenderlo per catapultarsi in maniera piacevole ed efficace nello stato emozionale scelto.

3) Spegnere la mente e dare il comando esatto

Dopo essere entrati nello stato mentale produttivo è importante evitare che la mente ci giochi lo scherzo di farci concentrare su qualcosa di improduttivo. Quindi bisogna spegnere la mente, concentrandosi sul momento e poi dare il comando esatto per segnare il rigore.

Per spegnere la mente esistono varie tecniche. Ma a volte basta anche solo concentrarsi solo su di un particolare del proprio corpo (come la respirazione). In genere quando si “accende l’interruttore” del punto precedente, se l’ancoraggio è stato fatto bene, automaticamente si spegna anche la mente. Poi, e questo può davvero fare la differenza, è necessario dare un comando netto al nostro inconscio. Un comando tipo: “segna”, “gol”, ecc…
Il comando deve essere posto in positivo, perchè dire “non sbagliare” per l’inconscio significa “sbagliare”, meglio in positivo: “gol”

4) Convinzioni produttive

Questa parte  meriterebbe un intero post. Ogni calciatore, ha delle convinzioni produttive o meno riguardo la sua capacità di segnare i rigori. Non se ne rende conto, ovviamente, ma ciò determina la qualità e la probabilità di segnare o sbagliare.

Infatti, quando i calciatori hanno convinzioni improduttive ( “non sono bravo nei calci di rigore”, “sbaglio i rigori decisivi”, “non sono abbastanza freddo”, ecc… ) il loro inconscio costruirà i presupposti affinchè queste convinzioni si avverino, e quindi, contro il volere della parte razionale, sabotano il corpo e fanno sbagliare.

Bisogna quindi avere convinzioni produttive, per avere l’inconscio dalla nostra parte.

Conclusioni

Tutto quello che ti ho raccontato in questo post è più complicato a scriverlo che non a farlo. Possono bastare anche soli 10 min al giorno per un mese per diventare dei rigoristi straordinari.

 

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4 COMMENTI

  1. Esiste un modo consapevole per riconoscere il proprio punto di ancoraggio?
    Grazie di tutto Mauro Pepe.

    Donato La Bella

    • Ciao Donato
      certo che è possibile. Innanzitutto è una scelta il punto di ancoraggio. Puoi scegliere qualsiasi parte del corpo che puoi “innescare” a comando. L’importante è che deve essere un punto ( o un movimento ) univoco.

      Inoltre, è necessario che in questo punto, sia stato fatto un lavoro per creare un’associazione positiva dello stato emozionale che si vuole riprendere prima del gesto tecnico specifico ( ad esempio il calcio di rigore ).

      Mi auguro di essere stato sufficientemente semplice nella spiegazione. Mi rendo conto che l’argomento, per i non addetti, sembri complicato. Ma è molto più semplice da fare che da spiegare.

      In bocca al lupo

  2. Quindi, scusamii ancora, per intenderci è un po come ad esempio Valentino Rossi prima della gara si inginocchia per “parlare” con la moto?
    È un gesto abbinato magari ad un dialogo motivante che innesca l’ interruttore ?

    Crepi.
    😉

    • Quello di Valentino Rossi è un rituale.
      Può innescare uno stato emozionale particolare come concentrazione, connessione con quello che deve fare, sicurezza e determinazione.

      In quel caso può essere considerato un interruttore.

      In ogni caso l’interruttore può essere anche molto più semplice

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