Le 2 parole che ammazzano il tuo successo. Trasformale!

Lavoro quotidianamente per aiutare atleti (e non) a raggiungere il loro successo. In tanti anni di esperienza, ormai, riesco molto spesso ad inquadrare velocemente quali sono le strategie mentali che il mio assistito sta mettendo in atto per allontanarsi dal suo successo e per allontanarsi dai suoi obiettivi.

Si, hai capito bene, molto spesso facciamo delle azioni ( mentali, emozionali e fisiche ) che ci allontanano da quello che desideriamo. Molto spesso il tutto dipende dal nostro linguaggio. Sia quello interno che quello esterno.

Esistono delle parole che possono diventare dei veri e propri killer concentrati ad ammazzare i risultati che vogliamo raggiungere. Oggi ti voglio parlare di 2 paroline che insieme sono letali:

“NON POSSO”

Queste 2 parole incidono in maniera determinante sulle nostre capacità di trovare soluzioni alle sfide quotidiane. Hai mai detto o sentito frasi del genere:

“non posso saltare più in alto di così”, “non posso abbassarmi al suo livello”, “non posso accettare quella situazione”, “non posso impegnarmi ancora di più”, “non posso alzare più kg”, “non posso correre più forte”, “non posso allenarmi più forte”, “non posso vincere …”, “non posso giocare al suo pari”, “non posso competere con lui”, ecc…

Potrei andare avanti scrivendo migliaia e migliaia di esempi che ho sentito durante le oltre 1000 ore di coaching fatte negli ultimi 2 anni.

“Non posso” e l’incapacità appresa

Quello che pochi sanno è che la ripetizione di queste due paroline può diventare davvero pericolosa per le nostre convinzioni.

SelfTalkNoi esseri umani, viviamo di abitudini, sia comportamentali che verbali ( self talk o linguaggio interno ). Quando ripetiamo sempre le stesse frasi, spesso diventano degli intercalari. Razionalmente pensiamo siano solo un’abitudine verbale ma nel profondo ( inconscio, convinzioni, identità ) diventano delle regole e a volte dei veri e propri macigni.

Se io nel mio linguaggio ripetessi spesso “non posso”, “non sono capace”, “non ci posso riuscire” ( o come si dice nella mia zona, “non posso farcela” quando vedo qualcosa di assurdo ), ecc… e continuo a ripeterle, le mie convinzioni si adatteranno al mio linguaggio. Dentro di me inizierò davvero a pensare, con tutto me stesso, di non essere capace o di non potercela fare.

Questo concetto, molto semplificato da me, è alla base dell’incapacità appresa di Martin Seligman, il padre della psicologia positiva.

L’Incapacità appresa è la profonda convinzione di non saper fare una determinata cosa. Vuoi un I_can_iStock_000079238563_Doubleesempio? Hai mai sentito dire “quel ragazzo non è portato per la matematica” oppure “quel ragazzo non è portato per il calcio” eccetera. Se il ragazzo in questione se ne convince, purtroppo si adatterà alla convinzione e per lui diventerà la verità assoluta.

Per la cronaca non esistono persone portate o non portate per qualcosa, esistono persone che hanno imparato a fare e persone che non sanno ancora fare, ma che potrebbero benissimo imparare.

Ad esempio Messi non era portato per fare sport, essendo malato di una forma di nanismo non avrebbe potuto praticare sport a livello agonistico. Meno male Lionel non ha creduto a questa limitazione e, allenandosi più degli altri, a volte anche il doppio degli altri è diventato un n°1 mondiale.

 

Trasforma il “Non posso” in “Come posso … ?”

Vuoi più risultati di quelli che stai ottenendo? trasforma i tuoi “non posso” in “Come posso …?”

Trasforma un assoluto improduttivo in una domanda produttiva. Fallo spesso, fallo di più, e pian piano crea una bella abitudine. La tua vita risulterà trasformata. 🙂

Ti accorgerai di avere risorse straordinarie. Ti accorgerai che esistono più soluzioni di quanto ne immaginavi. Poi sta a te metterle in pratica e beneficiarle con tanta “azione”.

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